Vecchia discarica di Giarre contestata la maxi-bonifica (Il Mattino)

L'assessore Bano: «Sulla necessità del risanamento decida l'Arpav

Giarre, ex discarica

Se non servirà, restituiremo ai cittadini i tre milioni destinati all’intervento»

(Federico Franchin)
«Dare l’incarico all’Arpav di effettuare il carotaggio dell’area per valutare se davvero è necessaria la bonifica totale della discarica di via Guazzi, a Giarre». A dirlo è l’assessore ai Lavori pubblici Gian Pietro Bano. Da quando si trovava all’opposizione si è sempre detto contrario alla bonifica di una discarica ormai ferma da 40 anni, ora Bano vuole trovare al più presto una soluzione in merito alla discarica salita agli onori della cronaca per un presunto giro di mazzette che avrebbe coinvolto l’ex sindaco Luca Claudio, due ex dipendenti comunali e la ditta Pistorello.«Ci è arrivata qualche giorno fa la relazione che l’ex commissario Pasquale Aversa aveva fatto svolgere da alcuni esperti» spiega l’assessore, «La relazione evidenzia come la procedura di gara sia stata del tutto anomala e quindi da annullare. Non entra però nel merito e quindi non dà indicazioni sull’utilità o meno di bonificare quella discarica. Così adesso prenderemo noi la palla al balzo e faremo fare un’analisi dettagliata dell’area da parte dell’Arpav, per capire prima di tutto se ci siano falde acquifere inquinate». «Con questa indagine vogliamo capire se davvero la discarica va completamente bonificata o se basti un intervento di messa in sicurezza», prosegue Bano, «In quest’ultimo caso verrebbe quantomeno dimezzato l’investimento». Per la bonifica della discarica il comune di Abano ha introitato un finanziamento regionale di 3.216. 400 mila euro, che i cittadini stanno restituendo nella bolletta della Tari dal 2015 (il Comune versa all’anno 214 mila euro e lo dovrà fare per 15 anni). «Dovesse non essere necessaria una bonifica totale della discarica, ci troveremo o a dover restituire la somma che non andremo ad utilizzare o a spenderla diversamente», spiega ancora Bano, «In quest’ultimo caso dovremo andare a togliere la quota annua dalla bolletta della Tari, andando ad incidere nel bilancio e quindi andando ad operare nella tassazione generale. Questo perché per legge nella bolletta della Tari possono essere imputate solamente voci relative ad ambiente e rifiuti. Dovessimo fare altre opere, sempre che non si possa restituire la restante parte sgravando così i cittadini, dovremmo imputare la rata in altre voci. La nostra idea è comunque quella di cercare fino all’ultimo di far risparmiare i cittadini, che già da quest’anno si troveranno una bolletta della Tari ridotta del 13%».

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4 marzo 2018

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