Primo Roc, serve l’ok da Roma (Il Mattino)

Barbierato scalpita, ma il recupero dell'ex caserma può aspettare

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(Giovanni Baschieri)
È inutilizzata da più di vent’anni e fa gola al sindaco Federico Barbierato, abituato a pensare in grande. Parliamo dell’area della caserma Primo Roc, ex base Nato situata a Giarre, 6 ettari che potrebbero diventare tante cose, tutte allettanti. Ma bisognerà ancora aspettare un po’ per tradurre in progetti l’idea di recupero.Il perché è presto detto. L’area è proprietà demaniale e proprio al Demanio si è rivolto Barbierato nei mesi scorsi per chiedere che venisse ceduta al Comune. Il sindaco non ha difficoltà a dire che il Demanio era favorevole all’idea, solo che serve il nulla osta della Prefettura che ha la disponibilità del bene. E il prefetto Renato Franceschelli, sollecitato sull’argomento, è preciso: «Stiamo parlando di un piano nazionale e la decisione compete al Ministero. Dunque io aspetto l’ok dal Ministero, dopo di che se ne potrà parlare. Come prefetto non posso fare altro e voi capite bene che in questo momento a Roma ci sono questioni più urgenti.Nulla da dire, le elezioni politiche fagocitano tutto e anche la questione della dismissione di beni demaniali può attendere. Certo, ma quanto tempo durerà l’attesa? «Non ne ho la più pallida idea», allarga le braccia Franceschelli, «Ripeto, non dipende da me».Dunque il recupero del primo Roc finisce in frigo. E pensare che nel 2016 sulla caserma si erano accesi i riflettori dell’interesse perché era stata indicata come possibile centro per ospitare i migranti. Non se ne fece di nulla, anche perché scattarono immediatamente le proteste, corredate da picchetti e mobilitazioni che si sono trascinati fino alle elezioni comunali dell’anno scorso. Tramontata comunque questa ipotesi, è lo stesso Barbierato a immaginare la rinascita del sito. «Non so ancora bene cosa potrebbe trovare posto nell’area ma so bene come procedere», spiega. «Vorrei che diventasse un laboratorio di progettazione partecipata, nel quale coinvolgere l’Università e i cittadini che potrebbero proporre idee. Su questo tema mi sollecitano in Consiglio comunale e io sono purtroppo costretto ad aspettare».Davvero nessun pensiero su cosa mettere nell’area? «Il sito potrebbe diventare una cittadella dello sport, della ricerca, del sociale». E i soldi? «Beh, il Comune da solo non ce la potrebbe fare, ma io penso ai fondi europei, ministeriali e anche ad una collaborazione pubblico-privato».

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2 marzo 2018

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