Quartiere Pescarini – «Solo pochi pini rischiano di cadere» (Il Mattino)

Le analisi eseguite dagli studenti del Duca degli Abruzzi rassicurano il Comune: scongiurato l'abbattimento totale

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(Federico Franchin)
«Solamente cinque alberi dei quaranta presi in esame dagli studenti della scuola agraria Duca degli Abruzzi risultano essere malati e a rischio schianto. Gli altri pini marittimi sono sani e quindi dovremo pensare ad interventi di conservazione delle alberature». L’assessore ai Lavori Pubblici Gian Pietro Bano svela il risultato delle analisi tecniche effettuate dalla scuola di Agraria padovana sugli alberi del quartiere Pescarini. «Gli studenti della scuola dovevano analizzare in totale cinquanta piante nel territorio di Abano», spiega Bano. «Abbiamo deciso di far effettuare degli esami tecnici su quaranta pini marittimi del quartiere Pescarini e su altre dieci piante collocate in altre zona delle città che ritenevamo pericolanti e poco stabili. Dalle analisi degli alberi del quartiere Pescarini è emerso un dato sorprendente, che va un po’ in contrasto con la sensazione che si aveva fino a pochi giorni fa. Solamente il 10% dei pini sono stati ritenuti malati e quindi a rischio schianto. Ciò vuol dire che il ragionamento da fare sulle alberature del quartiere Pescarini non sarà volto all’abbattimenti dei pini, ma bensì alla loro conservazione».Sono 339 i pini marittimi collocati nelle varie vie del quartiere Pescarini e quindi per sistemare i marciapiedi, secondo la stima attuale dell’amministrazione, basterà abbatterne circa una trentina. «Abbiamo un progetto di sistemazione dei marciapiedi del quartiere Pescarini da 500 mila euro già approvato. Ora ci confronteremo con l’ufficio Tecnico, con gli esperti e con le associazioni ambientaliste per capire come intervenire. Ci sarà un intervento di messa in sicurezza degli alberi e delle loro radici e non scartiamo di portare avanti quello avviato dall’ex commissario Aversa che prevedeva la posa di una sorta di tappeto gommoso sopra le radici». Esultano le associazioni ambientaliste. Il Comitato Difesa Alberi e Territorio ha la sua ricetta. «L’intervento va fatto con una ditta che abbia un ottimo curriculum in merito a lavori alla base e alle radici delle piante», fanno sapere. «Serve poi un consulente scelto che sovrintenda i lavori che dovranno essere effettuati con tecniche avanzate. Non bisognerà affidarsi ad una ditta qualsiasi che taglia le radici».

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27 febbraio 2018

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