Confermato il perimetro del Parco Colli (Il Mattino)

La giunta regionale accoglie le richieste dei Comuni e respinge l'attacco ai vincoli mosso da Berlato per conto dei cacciatori

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(Nicola Cesaro)
Dopo un anno si ritorna a parlare di perimetro del Parco Colli e i timori dello scorso febbraio sembrano essere definitivamente rientrati. Un anno fa l’allarme era stato notevole: su proposta del consigliere regionale di centrodestra Sergio Berlato, noto cacciatore, le aree protette del Parco erano state ridotte dell’80 per cento. Il motivo? Agevolare l’attività di caccia incrementando così la lotta contro la proliferazione di cinghiali. A distanza di un anno, la drastica riperimetrazione del Parco pare essere solo un lontano spauracchio: la giunta regionale, lo scorso 5 gennaio, ha infatti approvato una delibera che propone di ritoccare solo parzialmente i confini dell’area protetta. Alla proposta di Berlato – che aveva scatenato mobilitazioni e proteste di ogni genere negli Euganei, da amministratori, cittadini e associazioni – è stata preferita quella che ogni singolo Comune ha inviato alla Regione. Tutti e quindici i Comuni hanno consegnato alla Regione, entro la scorsa primavera, le proposte di riperimetrazione del loro territorio di Parco, approvate dai singoli consigli comunali. Solo in quattro hanno effettivamente richiesto una riduzione dell’area protetta: Cervarese Santa Croce, Vo’, Teolo e Galzignano. Cervarese ha chiesto l’eliminazione di una vasta area pre-Parco (più o meno nell’area di Montemerlo), quindi non tanto lo spostamento dei confini del Parco vero e proprio; Galzignano ha chiesto l’eliminazione di poche aree prettamente a carattere agricolo e le aree cosiddette “Zuc” dove insistono già dei vincoli; stesso discorso per Teolo. Diverso il caso di Vo’: in sede di consiglio comunale non si è raggiunta la maggioranza sulla proposta di riduzione del perimetro avanzata dalla giunta, quindi i confini rimarranno invariati. Lozzo Atestino e Cinto Euganeo hanno richiesto addirittura un leggero aumento della superficie protetta. La cartografia aggiornata con questi minimi spostamenti – ben lontani da quelli paventati da Berlato – sarà sottoposta ora all’apposita commissione e poi presentata al primo consiglio regionale utile. Difficilmente, tuttavia, la proposta della giunta di Luca Zaia verrà ritoccata sensibilmente. «Se giusto un anno fa non ci fossero stati il nostro grido di allarme in consiglio comunale di Monselice e il grande lavoro di sensibilizzazione e condivisione di una linea comune (o quasi) di difesa dell’esistenza del Parco con tutte le amministrazioni comunali dei 15 Comuni del Parco» commenta Francesco Corso, consigliere del Pd a Monselice e responsabile della commissione appositamente costituita per affrontare questo tema «oltre ovviamente alla mobilitazione di migliaia di cittadini, ora avremmo tutt’altro risultato e un Parco confinato solo ai cocuzzoli dei colli, come voleva Berlato. Ora il Parco si concentri sulla lotta ai cinghiali e la Regione renda operante questo ente, visto che da due anni lo ha condannato soltanto alla ordinaria amministrazione con la ulteriore proroga del commissario fino a giugno».

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25 gennaio 2018

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