Tempi troppo lunghi, Alìper fa ricorso (Il Mattino)

Contestato il provvedimento della conferenza decisoria in Regione. Barbierato: «Contrari al progetto, ci difenderemo»

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(Federico Franchin)
Il Gruppo Alì-Aliper fa sul serio. Nei giorni scorsi ha deciso di aprire un contenzioso legale nei confronti di Comune di Abano, Provincia di Padova e Regione Veneto, impugnando il provvedimento della conferenza decisoria in Regione con il quale era stata negata l’autorizzazione commerciale alla famiglia Canella per costruire il nuovo centro commerciale all’uscita della tangenziale di Curva Boston, nei pressi della discoteca Dancing P1. «Ci è arrivata a fine anno la notifica dell’azione legale intrapresa dal gruppo Alì-Alìper», annuncia il sindaco Federico Barbierato. «Secondo la famiglia Canella il procedimento sarebbe andato troppo per le lunghe e avrebbe superato i 120 giorni previsti per legge dalla presentazione della domanda al parere in conferenza decisoria. È un contenzioso che si basa sulle tempistiche tecniche e che non entra nel merito».
Il “no” secco all’autorizzazione commerciale, arrivato il 6 settembre scorso da parte dei tre enti in sede di conferenza decisoria in Regione, non è andato giù al gruppo padovano. «Nel ricorso presentato il gruppo Alì-Aliper ha chiesto anche la sospensiva (atto con cui si chiede di sospendere l’efficacia di un atto amministrativo, ndr), ma dubito che possano esserci dei danni emergenti», spiega ancora il primo cittadino di Abano. «È chiaro che dopo il “no” ricevuto il 6 settembre scorso la famiglia Canella voglia andare avanti seguendo due binari: da un lato quello legale; dall’altro presentando una nuova domanda per arrivare a una seconda conferenza decisoria, nella quale dovrà evidenziare di aver adempiuto ai compiti richiesti e non eseguiti entro il 6 settembre scorso per ottenere l’autorizzazione commerciale».
Il gruppo Alì-Aliper, che da tempo ha iniziato le opere di urbanizzazione, ha di fatto terminato anche la realizzazione del campo in erba sintetica nei pressi del Ca’ Grande, che deve dare, secondo gli accordi presi, al Comune di Abano assieme a una pista ciclabile. Il campo però non è ancora stato consegnato. «È chiaro che il gruppo Alì-Aliper se lo vorrà tenere fino a quando non si avvicinerà la scadenza dei termini massimi previsti dalla legge, per avere un elemento di forza a proprio favore», spiega l’assessore ai Lavori pubblici Gian Pietro Bano. Il sindaco aggiunge. «Ci difenderemo, cercheremo un legale, ma ribadiremo fino all’ultimo la nostra contrarietà al centro commerciale già espressa in sede di conferenza decisoria».
Barbierato tiene a precisare un aspetto importante relativo a Villa Mocenigo Mainardi, villa sulla quale c’è un vincolo della Soprintendenza. «È una situazione diversa rispetto a quella di Due Carrare e al castello del Catajo. A Due Carrare la Soprintendenza ha bloccato il centro commerciale evidenziando una prescrizione indiretta sul castello. Nel caso invece di Villa Mocenigo Mainardi il 6 settembre la Soprintendenza ha detto che il parere non è vincolante e che le uniche misure che può chiedere sono la mitigazione dell’impatto visivo sulla veduta della villa, ma non può bloccare l’opera».


Avviato nel 2001 l’iter per la realizzazione. La spada di Damocle di un risarcimento milionario
Previsti 12 mila metri quadri e sette negozi

(f. fr.)
Il centro commerciale del gruppo Alì-Aliper previsto nei pressi della discoteca Dancing P1, all’uscita della bretella di Curva Boston, si snoderà su una superficie di 12 mila metri quadrati. È prevista la realizzazione di sette negozi. I parcheggi saranno circa 500. L’iter per la realizzazione del nuovo centro commerciale ha inizio nel 2001, quando ad amministrare Abano c’era Cesare Pillon. L’iter è proseguito con le amministrazioni di Giovanni Ponchio e di Andrea Bronzato, oltre che con i due commissari. Tra le prescrizioni previste c’era la chiusura da parte del gruppo Alì-Aliper del supermercato situato in via Previtali. È con l’amministrazione Luca Claudio che, nel dicembre 2012, viene definitivamente approvata in consiglio la variante. Un atto dovuto, per non incorrere in una richiesta di risarcimento danni milionaria da parte della famiglia Canella, dato il diritto acquisito: questa la motivazione espressa dall’ex sindaco e dalla sua squadra di governo al momento del via definitivo al centro commerciale. Un via che però viene concesso tra le polemiche e le manifestazioni di Confesercenti ed Ascom (in prima linea allora il direttore generale, ora diventato sindaco di Abano, Federico Barbierato). Tra gli elementi di protesta la decisione di Claudio di annullare la cancellazione dell’attuale supermercato in via Previtali. Secondo le nuove direttive date dall’ex sindaco il gruppo Alì-Aliper deve al Comune di Abano, in cambio dell’autorizzazione edilizia, un campo da calcio in erba sintetica nei pressi del Ca’ Grande e una pista ciclabile di collegamento dal nuovo centro commerciale a via Flacco. Ascom e Confesercenti le provano tutte e presentano fin da subito un ricorso al Tar, che viene respinto nel giugno 2016, senza nemmeno entrare nel merito per un vizio di forma. A fornire le ultime autorizzazioni edilizie alla famiglia Canella è il commissario straordinario Pasquale Aversa nel 2017. Ottenuto il nullaosta dal Comune di Abano, il gruppo Alì-Aliper, che sta già eseguendo le opere di urbanizzazione, attende l’autorizzazione commerciale, negata da Comune, Provincia e Regione il 6 settembre scorso in conferenza decisoria in Regione. Tre i motivi del “no”: non è stato mitigato l’impatto ambientale sul territorio come richiesto dalla Soprintendenza; un presunto abuso edilizio nelle opere di urbanizzazione eseguite dal gruppo; un piano della viabilità incompleto.

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3 gennaio 2018

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