Nuovi guai per Claudio, indagato per peculato (Il Gazzettino)

Per l'accusa il Consorzio Terme Euganee sarebbe stato raggirato per 175 mila euro

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Nel mirino dei degli inquirenti anche la consulente cinese Peng Anmin

(Marco Aldighieri)
Nuovi guai per Luca Claudio, ancora dietro alle sbarre del carcere di San Vittore. L’ex re delle terme è stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di peculato, insieme alla sua amica e consulente cinese Peng Anmin. La Guardia di Finanza, con gli uomini della Compagnia coordinati dal tenente colonnello Luca Lettere, stanno indagando da tempo su Abano Terme-Montegrotto Terme to Expo Express to Cina, il progetto che avrebbe dovuto attirare frotte di turisti cinesi nel bacino termale. L’idea a cui il Consorzio Terme Euganee ha dato il via libera, costò 175 mila euro. Tutti soldi fatturati in favore, ancora secondo l’accusa rappresentata dal sostituto procuratore Sergio Dini, della società rappresentata dall’asiatica Peng Anmin per un progetto che non è mai decollato. Il verbale del consiglio direttivo del Consorzio Terme Euganee, dove è stato approvato il piano per attirare i turisti cinesi, è del 12 giugno 2014. E nel verbale è stato riportato che la signorina Peng Anmin è sempre stata presente durante l’intero consiglio. Anche quando sarebbe stato più opportuno farla uscire, per lasciare mano libera ai consiglieri che non erano d’accordo che il progetto venisse affidato ad una società che non aveva alcuna esperienza nel settore turistico. Ma ancora in quel verbale del giugno di tre anni fa è stato riportato che …La signorina Peng risponde che la sua società ha esperienza nel campo dei rapporti commerciali tra Italia e Cina, soprattutto nel settore dei marchi di lusso e questo le ha permesso di avere un portafoglio clienti con un profilo medio alto…. Il consiglio ha poi approvato l’idea con cinque voti favorevoli, ma tra loro uno si è astenuto ed è stato Michele Ghiraldo presidente dell’Ascom di Abano. A marzo di quest’anno aveva dichiarato: «Era apparsa da subito chiara l’inconsistenza di quell’iniziativa, nonché l’assoluta mancanza di specifiche competenze da parte di chi lo proponeva. E mi era sembrata anche assai sospetta la fretta con cui il direttivo del Consorzio veniva chiamato a dare il via libera. Non avevamo elementi per giudicare, né dati precisi per valutare. Eppure – aveva proseguito – ci veniva chiesto, in tempi brevissimi, di dire di sì. Io sedevo nel direttivo in rappresentanza di un’intera categoria e non ho voluto assolutamente votare a favore di un progetto in cui molti erano i punti oscuri. Dalle recenti vicende giudiziarie Abano ha ricevuto un profondo sfregio. Dispiace che ora debba sopportarne in continuazione altri».

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