La gara del trasporto. Biglietto unico per città e cintura, stop agli aumenti per almeno 4 anni

Favoriti i comuni intorno al capoluogo. Con 1,50 euro da Noventa a Padova ma anche sui Colli

bus

(Mauro Giacon)
Chi vorrà gestire il trasporto pubblico dell’intera provincia di Padova dovrà sudare abbastanza per stare dentro nei conti. L’Unione Europea obbliga ad avere un solo gestore per tutto il territorio e la Provincia ha emanato da qualche giorno il bando (prima nel Veneto) per conto dell’ente di bacino di cui fa parte insieme al Comune.
LE TARIFFE
La circostanza più importante per l’utenza è che i biglietti non dovranno subire aumenti per 24 mesi dall’avvio del servizio con il nuovo gestore che si stima dovrebbe avvenire nel settembre del 2019. Il bando scade il 22 maggio del 2018 poi tra una trafila e l’altra passerà più di un anno. Significa che fino al 2021 si pagherà come oggi, ma con una prospettiva completamente diversa: un solo biglietto per salire su qualsiasi autobus urbano ed extraurbano per chi viaggia fra Padova e i Comuni della cintura. Esempio: parto da Noventa, vado a Padova e poi a Vigonza con il primo bus che passa, senza distinzione. In questa tipologia saranno comprese anche le linee dei Colli (A-AT-M-T) e quattro linee oggi qualificate extraurbane, da Padova a Legnaro, Villaguattera, Mirano-Vigonza, Stra-Noventa che dovranno essere servite da autobus urbani. Anche ad Agripolis si potrà andare con 1,50 euro.
Chi abita fuori da questi confini invece prenderà i bus del servizio extraurbano che si paga a tratta, rispetto ai chilometri da fare. Ma anche qui senza aumento della tariffa per quattro anni.
I MEZZI
Il compito per i nuovi gestori sarà ulteriormente complicato. Primo perché dovranno rinnovare il parco mezzi. La gara prevede una anzianità massima di 15 anni e una media di 9 anni. Guardando ai mezzi attuali 255 dovranno essere sostituiti, con costo a carico dei subentranti. Il nuovo servizio prevede alla fine un parco di 501 autobus, di cui 234 urbani e 267 extraurbani.
Altra novità è che sparirà il contributo dei comuni che fino ad ora pagavano per avere l’autobus fino al loro territorio. I nuovi concessionari dovranno garantire i collegamenti con le scuole, con l’aeroporto di Venezia, riorganizzare la linea 7 ed elaborare un progetto per riorganizzare la Este-Schiavonia (per l’ospedale). E poi migliorare la sicurezza degli utenti in attesa alle fermate e favorire quelli con una ridotta capacità motoria. Inoltre: 11 comuni hanno chiesto interventi di potenziamento delle linee e infine, particolare non trascurabile, chi vince si impegnerà a garantire la continuità del rapporto di lavoro con i dipendenti, dunque nessuno a casa, con la conferma del trattamento economico e dell’inquadramento contrattuale.
A fronte di tutto questo la concessione avrà la durata di 9 anni e un importo totale di 353 milioni e 583mila euro (39.287.000 euro/anno), più un’opzione per altri due, che portano il totale a 432milioni 157mila euro. Questi denari sono il corrispettivo che versa la Regione annualmente per sostenere almeno il 65 per cento dei costi del trasporto pubblico. A questi però dovrà aggiungersi l’incasso dei biglietti, dunque il monte-premi, chiamiamolo così, sarà più alto.
I BIGLIETTI
Particolare attenzione sarà messa al monitoraggio dei veicoli e alla bigliettazione elettronica. Per esempio, nel tempo si potranno usare biglietti elettronici del tipo full-contactless con la validazione da qualsiasi smartphone e terminali di info-mobilità con indicazione degli orari e dei tempi di attesa dei veicoli in transito nei principali nodi di interscambio e nelle principali fermate del territorio. Inoltre tutti i mezzi avranno un’emettitrice automatica per l’acquisto di biglietti e l’indicazione della prossima fermata.
Chi può concorrere a queste condizioni? BusItalia fondendosi con Aps holding ha fatto un passo decisivo per avere la solididità strutturale e finanziaria per presentarsi con tutti i crismi. Ma bisognerà fare attenzioni ai vicini come l’Atm di Verona e i lontani come la Ratp-Dev società che gestisce la linea tramviaria parigina o la tedesca Arriva-Db che gestisce i treni sulla tratta Venezia-Monaco.


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