Il fanalino si è acceso: ecco la seconda vittoria (Il Mattino)

A Montebelluna i neroverdi ribaltano il risultato: Boreggio e Mattia Cecconello replicano a Barbon

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(Mattia Toffoletto)
Quasi l’avessero chiamata: «partita pericolosissima», il refrain di via Biagi degli ultimi giorni. E puntualmente ha preso forma lo scenario peggiore per il Montebelluna, costretto dall’ultima della classe al terzo tonfo di fila. L’Abano è più vivo che mai, di recente aveva quasi piegato la Vecomp e la seconda vittoria in campionato è meritatissima. Sconcertante, per contro, l’atteggiamento mentale dei biancocelesti: dopo un buon primo tempo, che li aveva visti segnare ma sciupare troppe chance, sono letteralmente spariti, facendosi rimontare in zona Cesarini. I gol. Il vantaggio montelliano, al 16′, scaturisce da un rasoterra sottomisura di Barbon, di nuovo titolare accanto a Fantinato L’1-1, improvviso ma nell’aria, coincide al 37′ del secondo tempo, con la botta da fuori area di Boreggio, ma è propiziato da una papera di Milan che toppa clamorosamente il controllo della sfera. Poi, al 44′, sugli sviluppi di un corner, la zampata dello smarcato Mattia Cecconello. Il confronto s’era acceso già nelle prime battute, con i rispettivi portieri chiamati in causa: doppio intervento di Bettin sulle botte ravvicinate di Cosner e Fantinato, parata incerta di Milan (non era in giornata) sulla replica immediata di Franceschini. Poi il Monte realizza e prende il comando delle operazioni. La rete incassata presto impedisce agli aponensi di arroccarsi “alla svedese”, soluzione tattica temuta da Zulian. S’aprono corridoi, Fantinato manca di un amen il raddoppio (19′). Sarebbe il momento propizio per blindare i tre punti, ma le conclusioni affrettate di Nchama non sono l’opzione ideale. L’Abano, nel contempo, ci mette buona volontà, ma non crea pericoli. Gioca tutt’altro che dimesso, pagando frenesia e imprecisione. La ripresa vede però i padovani pigiare sull’acceleratore, le ripartenze diventano ficcanti. La banda Zulian, per contro, commette errori in serie. L’ingenuità di Fabbian (fallo da rigore in posizione defilata) potrebbe costare carissimo: Daminuta dal dischetto spedisce però a lato, infortunandosi. Incredibile opportunità sprecata dalla truppa Gabrieli, che non riesce a dare concretezza all’assedio prodotto a tre quarti di match. Zulian si sgola per destare una squadra distratta e assalita da dubbi, come mai la si era vista sotto la sua gestione. Il cambio di Russo, sistematicamente saltato, scaturisce dalla necessità di garantire un cambio di passo. Il Monte non crea però grattacapi, se si eccettua la punizione del solito Tonizzo sventata da Bettin. Così la parabola di Boreggio consente agli ospiti di rialzare il capo, aprendo la strada all’inopinato raddoppio. Sugli scudi Boreggio e Mattia Cecconello, che mettono la firma sul colpaccio.


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4 dicembre 2017

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