Se ne va pure Tibaldi. Adesso Mortandello è appeso a un filo (Il Mattino)

Il consigliere di Forza Montegrotto rende la delega a Villa Draghi

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«Il sindaco ha tradito il progetto politico del Circolo Pertini»

(Federico Franchin)
Anche il consigliere con delega a Villa Draghi, Michele Tibaldi, lascia la maggioranza e adesso il sindaco Riccardo Mortandello è appeso ad un filo, vacilla paurosamente ed è aggrappato in consiglio ad un solo voto: 9 (compreso il suo) contro 8.La giornata di ieri potrebbe aver segnato la storia dell’amministrazione Mortandello, il cui percorso è iniziato appena 18 mesi fa. Anche l’intergruppo politico Forza Montegrotto “molla” il sindaco. Oltre Michele Tibaldi “sconfessa” Mortandello il padre, Giampaolo. Con Ilaria Vegro, capogruppo del Misto, che non è mai confluita in maggioranza, di fatto è il voto dell’assessore alle Attività Produttive, nonché consigliera e terza componente di Forza Montegrotto, Laura Zanotto, a tenere in piedi la maggioranza. «Abbandono Riccardo Mortandello», annuncia duramente Giampaolo Tibaldi, che nel Circolo Pertini è stato compagno di viaggio di Mortandello e di fatto una sorta di “padre” politico. «Lo stesso farà mio figlio, che settimana prossima passerà al gruppo Misto rimettendo la delega a Villa Draghi. Per giovedì ho convocato una riunione d’urgenza del nostro intergruppo, Forza Montegrotto, per capire cosa hanno intenzione di fare gli altri. Se vorranno rimanere agganciati all’amministrazione, io me ne andrò e mi dimetterò da portavoce. Deve prevalere l’interesse pubblico di Montegrotto, cosa che è completamente venuta a mancare nei 18 mesi di amministrazione Mortandello». Il sindaco, di fatto, ha tre strade davanti: proseguire, sperando di non registrare altri abbandoni e di avere sempre tutti i consiglieri di maggioranza presenti in consiglio; dimettersi subito, vista la maggioranza ormai esigua per riuscire a portare avanti per tre anni e mezzo il “governo” della città; rischiare che l’opposizione calamiti qualche altro consigliere e che poi vada dal notaio determinando, com’è accaduto l’anno scorso a Padova, lo scioglimento del consiglio comunale. Ricordiamo che il sindaco ha già dovuto registrare le dimissioni di due assessori (Massimiliano Zaramella e Martina Turlon), di due consiglieri (Alessia Prendin e Roberto Marcadella) e il passaggio al gruppo Misto di altri due consiglieri (Dennj Besenzi e Biagio De Salvo).Di fatto, al di là della barricata ci sono ora quattro consiglieri di opposizione e quattro appartenenti al Misto. «Non riconosco più Riccardo», spiega Tibaldi. «In consiglio comunale il primo cittadino ha attaccato Besenzi come faceva un tempo Luca Claudio con i consiglieri di opposizione. Mortandello si è dimenticato di quando veniva lui preso a pesci in faccia. Non voglio il paese del “o con me, o contro di me”. Sul ritardo delle luminarie il sindaco dà la colpa al Comune di Abano e a Montegrotto Terme & Shops. È colpa di Abano anche se manca un piano neve e le strade sono ghiacciate, soprattutto nel sottopasso di Mezzavia e a Turri, e la gara è andata deserta? È colpa di Abano se la piazza di Turri è abbandonata a sé stessa, se è in ritardo il bando sul centro comunale, se il piano del verde è partito in ritardo e non ha portato ad assunzioni, com’era previsto, di persone svantaggiate. E ancora se i lavori sul sottopasso della stazione sono da mesi in ritardo, se scappano i dipendenti comunali e si cambiano tre segretari? Credo che il sindaco Mortandello debba a questo punto ammettere la sua incapacità. Del progetto che avevamo disegnato con il Circolo Pertini non c’è più nemmeno l’ombra. Mortandello si faccia un esame di coscienza: la città non è un set cinematografico, torni a fare l’attore e lasci il paese in mano a gente più capace, esperta e competente».

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3 dicembre 2017

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