Vigili, sulle divise le bodycam per riprendere le operazioni (Il Gazzettino)

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(Alessandro Mantovani )
Saranno fissate sulla divisa dei vigili impegnati nelle operazioni più delicate: trattamenti sanitari obbligatori, sgomberi, interventi contro l’abusivismo. Un piccolo occhio elettronico capace di riprendere in alta definizione tutta l’operazione a tutela sia dell’agente, che dei cittadini coinvolti dalla possibilità che l’uso della forza degeneri in abuso o reato. Per una fase di tre mesi, tanto durerà la fase di sperimentazione sulla base della quale l’amministrazione comunale deciderà se dotarne stabilmente la polizia locale, saranno sei le body cam utilizzate dagli agenti della polizia locale. «Consideriamo la sicurezza, nel centro come nelle frazioni, delle strade e dei marciapiedi, un tema prioritario. Per questo, fin dal nostro insediamento, abbiamo fatto investimenti. Anche nelle dotazioni e apparecchiature. In questa prospettiva, quarto comune in Italia e primo nel Veneto ad impiegarle, pensiamo che la tecnologia delle body cam sia utile», ha detto il sindaco Federico Barbierato. La giunta, la prossima settimana, approverà una delibera per definire il loro uso, incluso il protocollo operativo. Dopodiché potranno essere indossate dagli agenti in servizio.
«Ne mettiamo in sperimentazione un numero che ci consente di averle in due turni – ha spiegato la comandante della polizia locale, Francesca Aufiero – non verranno impiegate per documentare violazioni del codice stradale. Come per le immagini registrate dalle 17 videocamere già installate in città, i video delle body cam che non contengano notizie di reato verranno cancellati dopo sette giorni. Avremo la possibilità di valutare anche in diretta dal comando le operazioni più delicate. Sono da considerare a tutela sia degli agenti che dei cittadini. Dove sono già utilizzate sono diminuiti i casi di ingiurie e offese a pubblico ufficiale».
Le piccole e leggere body cam sono un concentrato di tecnologia. «Possono registrare in continuo 12 ore di video in alta definizione – ha illustrato Loris Angeloni, country manager Italia della multinazionale statunitense Axon – attraverso una app per smartphone effettuano uno streaming verso una centrale operativa. Le immagini registrate con lo streaming non possono costituire prove per possibili problemi di salti di connessione. Tutto il processo – dalla registrazione alla conservazione – è fatto in modo che non possano essere modificate.

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