Hotel Orologio, l’Enpam «Lo vogliamo recuperare» (Il Mattino)

«Conviene ad Abano e anche a noi, perché ci costa 300 mila euro l'anno»

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L’albergo è chiuso da 20 anni. Il presidente dell’immobiliare proprietaria

(Giovanni Baschieri)
Conosce bene Abano per averla frequentata per congressi e, da buon bergamasco, è riconoscente al leone di San Marco, leggi Repubblica di Venezia che nella seconda metà del 1500 costruì la cinta muraria difensiva di Berghem. Il legame con il Veneto è insomma saldo per Luigi Daleffe, 67 anni, dentista, presidente da quest’anno di Enpam Real Estate, il braccio immobiliare dell’ente di previdenza dei medici italiani. Parliamo del proprietario dell’Orologio che del Grand Hotel mantiene l’orgoglio del blasone ma solo quello, visto che è chiuso da oltre vent’anni.
Per il sindaco Federico Barbierato la struttura è la leva sulla quale fare forza per attirare un turismo di lusso che faccia da traino per la rinascita della città termale, ferma sulle gambe da anni. Ma i pensieri in grande del primo cittadino passano per l’imbuto del recupero del Grand Hotel, operazione che conviene a tutti i player della partita (Enpam, sindaco, albergatori, città) ma costosa assai. Parliamo di decine di milioni di euro.
«Il mio mandato», attacca Daleffe, «ha come obiettivo far fruttare il patrimonio immobiliare che comprende l’hotel Orologio, del quale siamo orgogliosi».
Un orgoglio che pagate caro ogni anno…
«Non meno di trecentomila euro tra manutenzione, cura del parco, guardiania. Ma il presidente di Fondazione Enpam, Alberto Oliveti, lo vuole riaprire e così da un paio d’anni stiamo lavorando per concretizzare questa ipotesi. Abbiamo sentito molti pareri, per qualcuno è “un salto nel buio”, per altri una “prospettiva concreta”. Certo, stiamo parlando di un investimento dai numeri importanti».
Quanto?
«Abbiamo incontrato vari interlocutori per sapere quanto occorre per riaprirlo: chi ci ha detto una ventina di milioni, chi ha alzato l’asticella fino a 40. E così abbiamo deciso di fare un nostro studio di fattibilità: a inizio novembre avremo numeri precisi sui quali ragionare. Nel frattempo abbiamo incontrato competitor nazionali e stranieri per la futura gestione dell’Orologio, ma questa è la seconda fase del progetto».
Avete incontrato il sindaco Barbierato: com’è andata?
«Incontro positivo, lui si è dimostrato disponibile e ci ha fornito i numeri della Camera di Commercio secondo i quali nell’ultimo anno la crescita delle presenze negli alberghi di Abano è stata del 4 per cento. Un segnale che noi leggiamo in chiave positiva».
In cosa vi può favorire il sindaco?
«Sempre nel pieno rispetto delle regole, ci può aiutare per l’approvazione del progetto, per le tasse comunali, per il marketing: avere un hotel di punta come l’Orologio porterebbe benefici a tutta Abano, anche da un punto di vista del turismo congressuale. Io stesso sono venuto 6 o 7 volte ad Abano proprio per questo».
Barbierato ci conta, lei è ottimista o pessimista?
«Più che essere ottimisti noi siamo determinati a portare a termine questo progetto di recupero. Non vogliamo regalare l’albergo».
Anche l’Hotel Magnolia è di proprietà dell’Enpam e anche questo è chiuso. Cosa pensate di fare?
«Anche in questo caso c’è uno studio per recuperare la struttura».

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28 ottobre 2017

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