Terme, sono i 4 stelle gli hotel che trainano la crescita turistica (Il Mattino)

Indagine Fidimpresa: soffrono gli alberghi di lusso e low cost

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«Serve una razionalizzazione dei servizi per alzare la qualità»

(Riccardo Sandre)
Alle terme il lusso soffre ma l’offerta degli alberghi a 4 stelle sembra dare segnali di ripresa. Questo, in sintesi, il risultato dell’indagine sullo stato di salute degli alberghi del bacino Termale Euganeo presentato ieri a villa Bassi di Abano da Fidimpresa e Turismo Veneto, il confidi del sistema Confcommercio e Confturismo della regione. Uno studio che ha analizzato a fondo i dati di bilancio di 29 strutture di Abano, Montegrotto, Galzignano, Teolo e Battaglia tra il 2013 e il 2015 e dove gli alberghi a 3 e 4 stelle rappresentano più dell’80% delle strutture disponibili, con presenze in aumento e dati relativi ai giorni di permanenza che sono superiori di un giorno rispetto ai livelli regionali e nazionali.
L’indagine rivela buoni tassi di occupazione delle camere dei 4 stelle che arrivano a registrare nel 2015 un 68%, contro il 60,6% dei 3 stelle e il 48,9% dei 5 stelle. Bene pure il risultato netto medio del periodo 2013-2015 che vede di nuovo l’offerta medio alta dei 4 stelle dare prova di maggiore crescita dei fatturati (+5,8%). In segno positivo anche i 3 stelle (+1,7%) in campo negativo le strutture di lusso (-3,6%).
Risultati di fatturato che devono fare fronte a una pesante incidenza media dei costi operativi, superiori all’80% dei ricavi. Anche da punto di vista dei margini operativi lordi sono ancora una volta i 4 stelle a dare le performance migliori con Ebitda mediamente pari al 21%, contro l’11% dei 3 stelle e il 4% dei 5 stelle. Una marginalità che incide sugli utili netti a fine anno, positivi mediamente solo per i 4 stelle.
E se il sindaco di Abano Federico Barbierato annuncia risultati in ulteriore crescita per le presenze turistiche dell’area, è il direttore di Fidimpresa e Turismo Veneto Mauro Rocchesso a dare una lettura prospettica ai dati raccolti. «Siamo di fronte a un momento importante di riflessione per la categoria» ha detto. «Gli utenti stanno cambiano sia per tipologia che per età e i servizi richiesti di conseguenza. Per guardare al futuro gli albergatori dell’area devono scegliere investimenti mirati che garantiscano loro da una parte spese di gestione ridotte e dall’altra servizi di qualità al passo con i tempi. Si impone dunque una razionalizzazione non tanto delle strutture quanto dei servizi: invece ad esempio di avere una piccola piscina per ciascuno stabilimento potrebbe essere interessante mettere a fattor comune le strutture con investimenti congiunti per migliorarne livelli di efficienza e attrattività. Ma per un pubblico la cui età tende a scendere bisogna guardare ad un’offerta turistica integrata con un territorio che può contare sui Colli, sulla Padova della cultura e sulle tante attrattive enogastronomiche nelle vicinanze».

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27 ottobre 2017

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