Centro Alìper, fumata nera in Regione (Il Mattino)

La conferenza convocata a Venezia boccia il progetto, che secondo il sindaco di Abano «deve essere rivisto e migliorato»

(Federico Franchin)
Parere negativo. La conferenza decisoria, programmata per ieri mattina in Regione, ha dato parere negativo all’autorizzazione commerciale del nuovo centro commerciale Aliper in zona Dancing P1, ad Abano. Uno stop a sorpresa, anche se non definitivo, quello imposto da Regione, Provincia e Comune al termine della conferenza durata circa due ore. «La conferenza doveva valutare alcuni adempimenti e prescrizioni» spiega il sindaco Federico Barbierato, presente alla riunione con l’assessore Ermanno Berto e il comandante della polizia locale Francesca Aufiero. «Abbiamo dato parere negativo, in quanto mancano all’appello alcuni requisiti richiesti. Il Gruppo Alì-Aliper non ha eseguito tutti i compiti per casa assegnati nelle precedenti conferenze». Sono tre i punti ai quali il Gruppo Alì-Aliper non è al momento riuscito ad adempiere. «La Soprintendenza ha dato parere negativo rispetto alle misure di mitigazione dell’impatto ambientale della struttura nel territorio» dice il sindaco, «sono state ritenute insufficienti. A tale proposito come Comune abbiamo chiesto se la distanza da Villa Mocenigo Mainardi sia superiore a 200 metri. In questo caso servirebbe una variante diversa rispetto a quella in essere. La Regione ci ha dato l’incarico di calcolare la distanza. Un altro problema è il permesso di costruire condizionato dal presunto abuso edilizio da parte del Gruppo Alì-Aliper nella realizzazione delle opere di urbanizzazione, già rilevato dalla Procura» prosegue il sindaco, «e infine non è stato esauriente il piano della viabilità presentato, in quanto in tema di trasporto pubblico non sono state concordate con il Comune e la ditta corse ulteriori che possano attenuare il traffico privato nella zona». Con i tre pareri negativi ora il Gruppo Alì-Aliper dovrà riformulare la documentazione, cercando di trovare una soluzione adeguata rispetto alle richieste. «È una pratica in avanzato stato di composizione» ironizza il primo cittadino, «la proprietà ha tutto il tempo per formulare le osservazioni e ripresentare un piano rivisto. Un po’ come succede all’Università dovrà ripetere l’esame fino a quando non lo passerà. Non possiamo quindi affermare che il centro commerciale non si farà, ma di certo c’è un rallentamento e i tempi si allungano. Le opere di urbanizzazione potranno andare avanti, ma la prima pietra potrà essere posata solamente quando la conferenza in Regione darà l’autorizzazione commerciale, che ad oggi non c’è. Abbiamo ribadito anche ieri la nostra contrarietà all’opera e alla pista ciclabile prevista fino a via Flacco. Non vogliamo la pista ciclabile e non vogliamo favorire in alcun senso il Gruppo Alì-Aliper. Alla proprietà chiederemo qualcosa di diverso, di utile alla nostra città».


Ghiraldo: “Battaglia vinta, ma la guerra è lunga”

(f.fr.)
Il nuovo centro commerciale Aliper, che dovrebbe avere le dimensione di 12 mila metri quadri, è fermo al palo. Ascom può allora tirare un sospiro di sollievo. «Quella di ieri è una battaglia vinta, anche se la guerra è ancora lunga e aperta» osserva il presidente mandamentale di Ascom Abano, Michele Ghiraldo. «Siamo consci che la questione adesso non è più in capo al Comune, ma alla Regione, alla Provincia e alla Soprintendenza. Apprendiamo con serenità la presa d’atto che Regione, Provincia e Comune abbiano espresso parere negativo ai compiti per casa assegnati alla proprietà in precedenza. Tutto questo conferma che si tratta di una partita molto complicata». Michele Ghiraldo, a nome di tutta l’Ascom, è chiaro: «Desideriamo che tutti gli enti coinvolti siano assolutamente inflessibili e che verifichino attentamente la situazione e le procedure che potrebbero portare a una nuova cementificazione in città. Il centro commerciale in zona Dancing P1 costituirebbe poi un cambio importante ai flussi del traffico nella zona. È importante che anche la Soprintendenza abbia dato parere negativo. Ora tutti devono continuare a fare la loro parte e nessun aspetto deve essere sottovalutato». Ascom ribadisce il no secco a un nuovo centro commerciale, per di più in una zona turistico-termale come Abano: «Siamo contrari a una nuova cementificazione, che risulterebbe deplorevole, dato che il centro commerciale sorgerebbe in un’area destinata un tempo a bosco urbano» fa notare Ghiraldo, «senza dimenticarci del grande afflusso di traffico previsto in caso di apertura della grande struttura di vendita. Visto che i centri commerciali sorgono ormai tutti all’ingresso delle tangenziali, bisognerebbe che gli svincoli fossero finanziati dalle proprietà di queste strutture. Inoltre l’ennesimo centro commerciale ci vede contrari perché ucciderebbe il commercio di vicinato che già soffre di suo».

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7 settembre 2017

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