Ottantenne sotto il treno alle porte di Montegrotto (Il Mattino)

È stata investita ieri mattina dal Frecciargento partito da Padova alle 5.56

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Gli inquirenti propendono per il suicidio. La circolazione è ripresa alle 9.30

(Gianni Biasetto)
Un’ottantenne residente nella zona termale ieri mattina è stata investita mortalmente dal treno Frecciargento 8401 Venezia-Roma partito dalla stazione ferroviaria di Padova alle 5. 56. La tragedia è avvenuta pochi minuti dopo le 6, all’incirca un chilometro prima della stazione di Terme Euganee. Dopo l’impatto con il locomotore il corpo della donna è finito contro un traliccio della linea elettrica della ferrovia. Gli inquirenti propendono per il suicidio. Anche se, per chi conosceva bene la signora, che nonostante l’età era molto attiva, quello che è successo ieri mattina sui binari della trafficata linea Padova-Bologna, in prossimità di uno scambio ferroviario alle porte di Montegrotto Terme, ha dell’incomprensibile. È la terza donna, negli ultimi due mesi e mezzo, a perdere la vita contro un treno nel tratto Padova-Monselice.La circolazione dei convogli è stata interrotta tra Padova e Monselice, su entrambi i binari, dalle 6 fino alle 7.30. Successivamente è andata avanti su un binario unico, a senso unico alternato, fino alle 9.30, quando la linea, non appena le autorità impegnate nei rilievi di rito hanno dato il nulla osta, ha ripreso a funzionare regolarmente. I passeggeri del Frecciargento diretto a Roma hanno proseguito fino a Bologna con un autobus sostitutivo attivato da Trenitalia e successivamente, fino alla Capitale, a bordo di un altro convoglio. In una nota Trenitalia fa sapere che i treni coinvolti ieri mattina sono stati in totale 30: otto ad alta velocità e otto regionali con ritardi tra mezz’ora e due ore; mentre 14 regionali sono stati cancellati tra Padova e Monselice o nell’intero percorso. Tra i viaggiatori che sono rimasti coinvolti negli effetti dell’investimento mortale c’era anche Rossana La Zia, residente a Saletto e dipendente pubblica all’interno dell’ex Sovrintendenza Archeologica. «I suicidi sulla tratta Ferrara-Rovigo-Monselice-Padova sono diventati troppi» osserva «Innanzi tutto devo elogiare il lavoro che svolgono sia gli agenti della Polfer che i tecnici di Rfi-Fs, che, in questi casi, danno il massimo per ripristinare la circolazione sulla linea, dove transitano 120 treni al giorno. Detto questo – continua La Zia – però, è arrivata l’ora di sollecitare sia i politici che le istituzioni competenti a realizzare il quadruplicamento della linea Padova-Bologna, che non è ancora una vera linea ad alta velocità. Oltre a non causare ritardi ai regionali, utilizzati da noi pendolari, per come è strutturata una vera linea ad alta velocità, si limiterebbe anche il numero dei suicidi, praticamente spariti, ad esempio, sulle nuove linee supertecnologiche tra Napoli e Roma e tra Bologna-Milano-Torino».

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26 agosto 2017

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