Il Comune va all’incasso di una casa di Luca Claudio (Il Mattino)

Il sindaco chiede alla Procura di poter vendere l'immobile del suo predecessore

Soldi-in-cassa

La perizia depositata dal pm stima in 130 mila euro il valore attuale dello stabile

(Federico Franchin)
Il Comune di Abano va all’incasso delle tangenti versate all’ex sindaco Luca Claudio. L’attuale primo cittadino, Federico Barbierato, ha infatti firmato ieri la richiesta ufficiale al giudice per ottenere la procura a vendere l’immobile sito in via San Daniele 4, a Montegrotto, che Claudio deve conferire al Comune secondo quanto stabilito dal patteggiamento dell’ex sindaco, confermato, con un leggero sconto di pena, qualche giorno fa dalla Cassazione. Barbierato potrà a stretto giro di posta disporre del bene e cederlo a terzi con un bando. L’immobile che Claudio ha inserito nel suo patteggiamento di 4 anni, ridotto poi a 3 anni 11 mesi e 15 giorni, presenta un vincolo ipotecario per la quota residua di mutuo pari a 54 mila euro, a fronte della perizia di stima depositata dallo stesso pm che quantifica in 130 mila euro il valore di mercato del bene.«Adesso che la Cassazione ha confermato in buona sostanza la sentenza di patteggiamento, è giunta l’ora per il Comune di cominciare ad introitare il maltolto da parte dell’ex sindaco Luca Claudio con le sue azioni tangentizie», spiega Barbierato. «Ecco allora che, appena rientrato dalle vacanze, ho deciso di scrivere al giudice per avere il nullaosta a disporre dell’immobile che Claudio ha inserito nel patteggiamento come parte del rimborso del malaffare. Avere il bene nelle mie disponibilità vuol dire poter iniziare la procedura di vendita e quindi introitare i 130 mila euro stimati dalla perizia. Prima entrano nelle nostre casse e prima potremo destinarli ai Servizi Sociali, allo sport, alle opere pubbliche». Il Comune ha introitato, sempre come risarcimento dell’azione tangentizia di Claudio e Bordin, 15 mila euro proprio dall’ex primo cittadino sampietrino, 50 mila euro dall’ex presidente del consiglio comunale Michele Galesso, pure coinvolto nelle vicende della tangentopoli delle Terme, e 2.340 euro da parte dell’ex capo dell’Ufficio Ambiente Guido Granuzzo. Sia Bordin, che Galesso e Granuzzo, hanno deciso di patteggiare per chiudere i conti con la giustizia come fatto da Claudio. Sul quale pende ancora la spada di Damocle dell’inchiesta sulla bonifica della discarica di via Guazzi, per la quale ci sarebbe stato un giro di tangenti che avrebbe coinvolto la ditta Pistorello di Giarre e l’ex capo dell’Ufficio Tecnico Maurizio Spadot.

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8 agosto 2017

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