Claudio e Bordin, condanne ridotte (Il Gazzettino)

cassazione

(Lino Lava)
I giudici della Corte di Cassazione riducono le pene patteggiate a dicembre da Luca Claudio e Massimo Bordin. L’ex sindaco di Montegrotto e di Abano, Luca Claudio, aveva patteggiato 4 anni di reclusione. L’ex primo cittadino di Montegrotto, Massimo Bordin, aveva concordato una pena a tre anni e due mesi di reclusione. Adesso i giudici della Suprema Corte hanno ridotto a Claudio la pena a tre anni, undici mesi e quindici giorni, mentre a Bordin la pena è stata ridotta a tre anni, un mese e venti giorni. In sostanza, sono stati tolti quindici giorni di reclusione a Claudio e dieci a Bordin. I giudici hanno accolto il ricorso presentato dai difensori dei due ex primi cittadini, gli avvocati Ferdinando Bonon e Giovanni Caruso.
Nei reati da patteggiare era stata inserita anche una mazzetta di mille euro incassata dai due imputati nel marzo 2007. Un reato prescritto il 15 giugno 2016 prima dell’emissione dell’atto interruttivo costituito dalla ordinanza dispositiva della misura cautelare nei confronti dei ricorrenti, ha affermato il sostituito procuratore generale della Cassazione, Maria Giuseppina Fodaroni. Secondo la Procura Generale gli atti dovevano essere ritrasmessi all’ufficio del giudice dell’udienza preliminare di Padova perché venisse ricalcolata la pena da patteggiare da parte dei due ex primi cittadini. Ma la Corte ha annullato la sentenza e ha ricalcolato le pene escludendo il reato prescritto.
La sentenza del patteggiamento era stata emessa la sera del 20 dicembre scorso dal giudice dell’udienza preliminare, Tecla Cesaro. Claudio, per poter patteggiare, aveva ceduto allo Stato un appartamento in via San Daniele a Montegrotto. Altri undici appartamenti erano stati confiscati durante l’inchiesta sulle tangenti delle terme. Il pubblico ministero Federica Baccaglini aveva applicato le norme antimafia e anticorruzione. Il tutto per riequilibrare le mazzette che secondo l’accusa Claudio avrebbe incassato negli anni, all’incirca mezzo milione di euro. Il noto dieci per cento su molti appalti comunali. Appartamenti riconducibili all’ex sindaco, ma intestati alle società Ris e Soleluna. I Comuni di Abano e Montegrotto si erano costituiti parte civile, ma non sono stati accettati. Dovranno chiedere il risarcimento ai due ex sindaci con le cause civili.
Luca Claudio aveva presentato una memoria con la quale affermava che la società Ris faceva capo a lui, non aveva mai svolto nulla di reale per giustificare l’emissione di fatture, aveva solo incassato. Insomma, l’ex sindaco aveva ammesso di aver avuto ingiustamente soldi da alcuni imprenditori. Ma aveva respinto la maggior parte delle accuse contenute nel capo d’imputazione. L’ex sindaco aveva respinto anche la vecchia accusa di concussione, riqualificata in induzione indebita. Aveva ammesso alcuni fatti di corruzione. Accordi tra lui e gli imprenditori che avevano vinto gli appalti. Ma non li aveva costretti a pagare tangenti.

logo_gazzettino
27 luglio 2017

Share

Commenta col tuo profilo Facebook