Altri guai in casa Claudio indagato anche il fratello (Il Mattino)

Accusato di appropriazione indebita aggravata insieme a Daniele Natale per la gestione di un lascito di 600mila euro allo loro associazione benefica

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(Enrico Ferro)
C’è un ricco possidente che muore e decide di lasciare i suoi averi in favore di un’associazione che si propone di aiutare i bambini poveri. C’è un’associazione che decide di investire questi 600 mila euro in banca ma che rientra in possesso della consistente somma il giorno successivo all’arresto dell’ex sindaco Luca Claudio. Il presidente di questa associazione si chiama Daniele Natale, il consigliere Marco Claudio. Fratello di Luca. La Guardia di finanza di Padova venerdì si è presentata alla filiale di Abano della Banca di Credito Cooperativo di Sant’Elena e ha sequestrato tutti i soldi nelle casse della “Città dei bambini”. C’è il forte sospetto che i soldi potessero essere portati fuori dall’Italia. Non è un caso che da ieri l’ex “pirata” finito al centro di un’indagine per un grosso giro di tangenti è un uomo libero a tutti gli effetti. Fine dei domiciliari.
Una selva di tangenti
È l’ennesima scia di un’indagine destinata a scrivere la storia delle Terme. Una vicenda che continua a scuotere questo territorio della provincia. Un territorio che aveva deciso di farsi dominare da un uomo solo, un enfant prodige della politica, eletto sindaco quattro volte prima a Montegrotto e poi ad Abano. Mettendo il naso in questo territorio gli uomini delle Fiamme gialle del tenente colonnello Luca Lettere hanno scoperto una realtà che nessuno immaginava. Una realtà fatta di tangenti e ricatti, dove per avere un appalto pubblico del Comune era indispensabile pagare mazzette del 10 o 15% sul totale dell’importo.
Associazione “sospetta
“Prima di scoprire che Luca Claudio aveva ideato un sistema di pagamento delle mazzette con una serie di aziende a lui riconducibili, i finanzieri hanno radiografato tutte le associazioni che operano in zona. Perché le persone sentite nella prima fase dell’inchiesta parlavano di “associazioni a uso e consumo del sindaco”. In questo contesto sono stati puntati subito i riflettori sull’esistenza della “Città dei bambini”, realtà che qualche anno fa ha beneficiato di un lascito di quasi 600 mila euro grazie alla generosità di un ricco possidente che nulla voleva lasciare agli eredi naturali. Daniele Natale e il suo consigliere Marco Claudio si sono trovati così a dover gestire questa considerevole somma, che in base allo statuto dell’associazione doveva essere destinata a iniziative in favore dei bambini poveri dell’Africa.
L’investimento
In realtà quei soldi sono stati prima investiti per farli fruttare e poi liquidati. Precisamente sono stati liquidati il 24 giugno del 2016, giorno successivo all’incarcerazione di Luca Claudio. Attualmente erano depositati in un conto corrente della Bcc di Sant’Elena ma nel corso della loro attività gli investigatori della Guardia di finanza hanno avuto il sospetto che qualcosa stesse per accadere. Qualcosa da fermare subito.
Il sequestro
È scattato così il sequestro probatorio di 560 mila euro, contestualmente alla denuncia del presidente e del consigliere. Daniele Natale e Marco Claudio sono stati indagati per il reato di appropriazione indebita, con l’aggravante dell’ingente somma. Anche questa coda giudiziaria è seguita in procura dal pubblico ministero Federica Baccaglini, che ha curato fin dall’inizio l’indagine sulle tangenti alle Terme. Una volta smaltito il grosso dell’operazione i finanzieri si stanno concentrando sui “rivoli”, soprattutto stanno cercando di individuare tutte le parti in cui è stato frazionato il capitale riconducibile a Luca Claudio. Il provvedimento di sequestro va proprio in questa direzione. Non è escluso che nel corso dell’attività tecnica gli uomini della Guardia di finanza abbiano acquisito elementi tali da indurli a sospettare una imminente fuga di capitali all’estero. Aver bloccato i soldi è il primo passo, ora si dovranno sviluppare tutti gli accertamenti necessari. Soprattutto dovrà essere chiarita la posizione del presidente dell’associazione, da sempre considerato un fedelissimo di Luca Claudio. Entra per la prima volta nelle carte dell’inchiesta anche il fratello Marco, anche se per una vicenda collaterale come questa dell’associazione “Città dei bambini”. È sempre stato vicino a Luca, l’ha sostenuto durante tutto quest’ultimo travagliato anno, specie nei momenti più difficili. Se era solo supporto morale o se stava pianificando altro, questo lo chiariranno i finanzieri.


L’ex sindaco torna libero dopo un anno e un mese
Ieri mattina si è conclusa la detenzione ai domiciliari e ha riottenuto i documenti
Combattivo e con il morale alto, vicino a lui i familiari e i fedelissimi di sempre

(Federico FranchinwM)
Da ieri Luca Claudio è libero. L’ex sindaco prima di Montegrotto e poi di Abano è tornato in libertà dopo un anno e quasi un mese trascorso tra il carcere Due Palazzi e le abitazioni di Porto Levante e Mezzavia.A nemmeno un mese dal suo ritorno a casa, ai domiciliari, nella sua abitazione di via Campagna Bassa, a Mezzavia di Montegrotto, Claudio da ieri è libero. Nel corso della mattinata l’ex sindaco, finito in carcere nell’ambito della cosiddetta tangentopoli delle terme, si è recato alla stazione dei carabinieri per firmare la sua libertà e riottenere i documenti. Il giudice ha infatti concesso all’ex sindaco di Montegrotto prima e Abano poi, arrestato il 23 giugno 2016, la libertà. A pochi giorni dalla concessione dei domiciliari a Porto Levante, nel Rodigino, l’ex sindaco era stato riportato in carcere per aver rilasciato un’intervista a il mattino di Padova. Il 14 giugno il suo ritorno a casa, sempre ai domiciliari. Capello lungo, come nei primi anni della sua esperienza politica iniziata con la prima elezione a sindaco di Montegrotto nel 2001, abbronzato, Claudio è tornato già da un mese con i tre figli e i genitori, che abitano a fianco della sua abitazione. Arrestato l’anno scorso, quattro giorni dopo la sua rielezione a sindaco di Abano con le pesanti accuse di concussione, corruzione e induzione indebita, Claudio ha ottenuto i domiciliari a casa propria tra il primo e il secondo turno delle elezioni di Abano. Una scelta non casuale, in quanto l’intento della Guardia di finanza e della procura è sempre stato di tenere l’ex sindaco lontano dalla bagarre elettorale, in modo che non potesse in alcun modo condizionare l’esito delle elezioni. Da ieri la libertà, con l’ex sindaco che è parso da subito combattivo, su di morale e per nulla depresso. Anzi, pronto a far valere le proprie ragioni. Il patteggiamento della pena prevede la confisca degli immobili che il pm Federica Baccaglini e la Guardia di finanza hanno giudicato riconducibili all’ex sindaco di Montegrotto e Abano. Ieri a casa Luca Claudio regnava comunque la tranquillità. L’ex sindaco non si è fatto notare, anche se la piscina collocata accanto alla casa è certamente stata uno dei primi momenti di sfogo per l’ex primo cittadino aponense. Claudio potrà ora tornare a girare da uomo libero nella zona termale e a contare gli amici rimasti, in attesa del prossimo processo sulla bonifica della discarica di via Guazzi. Del comportamento dell’ex sindaco si era parlato pochi giorni fa, ipotizzando che avesse dato una festa sabato scorso nella sua abitazione, dove era stato segnalato un intenso viavai di auto. In realtà era un evento riconducibile ai figli e la musica era diffusa dallo stereo acceso vicino alla piscina. Ora però, se vorrà, Claudio potrà festeggiare il ritorno in libertà. O magari riflettere da uomo libero sul suo comportamento.

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16 luglio 2017

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