Dal barcone al campo di calcio sognando di giocare in serie A (Il Mattino)

Sette migranti ospiti dello Sprar di Montegrotto sosterrano un test con l'Abano che milita in D

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Uno di loro ha esordito nella massima divisione nigeriana, si fanno avanti anche i club dei Dilettanti

(Federico Franchin)
Dal barcone al campo da calcio, sognando il professionismo. Sette dei quattordici migranti ospitati con il progetto Sprar di Montegrotto alla Casa Santa Chiara di Mezzavia saranno coinvolti dopo ferragosto in un provino con l’Abano Calcio. Provino che potrebbe aprire ai sette profughi le porte della serie D e quindi semi-professionismo o quantomeno del calcio dilettanti. L’accordo tra il Comune di Montegrotto e la società calcistica aponense è stato siglato giovedì in municipio. «Tra i migranti, ospitati a Mezzavia grazie alla cooperativa Città So.la.re., ci sono ragazzi con esperienze calcistiche in Nigeria e nel Mali», spiega il sindaco Riccardo Mortandello, «Tra loro c’è anche un ragazzo che ha giocato nella serie A nigeriana. Il nostro obiettivo è di aprire a questi ragazzi le porte del calcio, tanto che qualcuno potrebbe finire a giocare nel Montegrotto. Gli altri profughi di Mezzavia invece hanno altre passioni, come il basket e il baseball». Si prospetta un futuro calcistico per i profughi di Montegrotto, profughi che sognano di emulare Mamadou Coulibaly, migrante passato dal barcone a giocare nella serie A italiana con il Pescara di Zdenek Zeman. «È una grande opportunità di integrazione per questi ragazzi», spiega il presidente dell’Abano Calcio Gildo Rizzato, «Verranno provati dalla nostra società in un allenamento a cui farà seguito un’amichevole a ranghi misti con la prima squadra. Spetterà ai nostri tecnici valutare le loro potenzialità tecniche e fisiche e se verranno giudicati all’altezza, verranno tesserato con l’Abano. Altrimenti verranno girati ad altre società dilettantistiche del territorio in base alle loro capacità. Qualcuno di loro in passato ha giocato anche con il Real Padova e con l’Anguillara Calcio. Pensiamo che l’inclusione debba passare anche attraverso questo tipo di iniziative». Quello calcistico non è l’unico esempio di inclusione per i migranti della Casa Santa Chiara: alcuni di loro sono stati di recente impiegati durante la tradizionale Festa di San Pietro nel tendone della sagra.

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15 luglio 2017

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