La mini pallovale fa proseliti a San Giuseppe (Il Gazzettino)

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(a.z.)
Una realtà fresca, dove la prima componente è l’entusiasmo. La sezione di mini rugby della polisportiva San Giuseppe di Abano, viene fondata nel 2011 per interessamento di Daniele Nizzetto, un ex giocatore che aveva i figli piccoli e che desiderava praticassero sport. «Sono andato a parlare con il parroco ricorda – e gli ho chiesto se riteneva possibile inserire nella polisportiva, che già contava il calcio, il calcio a 5, la ginnastica e la pallavolo, anche il mini rugby. Mi ha detto subito di sì, ha garantito di darci gli spazi che ci servivano e siamo partiti». «La struttura societaria funziona bene, il presidente della polisportiva è Stefano Zanetti. Per volontà del parroco le iscrizioni sono davvero basse perché non si vuole gravare sulle famiglie e perché tutti possano fare sport».
Il mini rugby San Giuseppe – unica società dove si pratica questo gioco nel bacino termale – conta attualmente quattro squadra, dagli Under 6 (con rugby solo propedeutico) agli Under 12 e tra gli allenatori figurano lo stesso Daniele Nizzetto e sua figlia Giada (che gioca con il Valsugana); gli altri tecnici-educatori, sono Nicola Jeni, Anselmo Pagani e Andrea Luise. «Partecipiamo di media a un paio di concentramenti al mese e a tre tornei in una stagione. I concentramenti, che coinvolgono tutte le società della provincia e che durano a volte un’intera giornata, cerchiamo di organizzarli qui da noi, per risparmiare. Quando dobbiamo andare in trasferta, c’è una grande disponibilità d parte dei genitori dei ragazzi a fare da autisti e anche ad aiutarci in tante altre cose. Un bell’ambiente, insomma. Ci si diverte e si insegnano i rudimenti del rugby, che non sono solo quelli tecnici e atletici, ma anche e soprattutto quelli comportamentali».
Attualmente il mini rugby conta una sessantina di tesserati che si allenano due volte a settimana. «Quasi sempre dice Nizzetto ci alleniamo contemporaneamente al calcio, dividendoci il campo a metà, senza grossi problemi. In inverno, quando per i piccoli sarebbe troppo pericoloso allenarsi in un campo pesante, sfruttiamo quello in sintetico di 60 per 40 che è stato da poco costruito e che è molto funzionale. Speriamo che in un futuro prossimo sia possibile ottenere un altro impianto, perché è nostra intenzione incrementare l’attività, sempre però rimanendo nell’ambito giovanile. Il cruccio? Il basso numero di ragazzine che si sono avvicinate al mini rugby; al momento sono appena due, ma ci stiamo dando da fare per trovarne delle altre».

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10 luglio 2017

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