«Se aprono l’ipermercato io chiuderò il castello» (Il Mattino)

Cervellin, proprietario del Catajo di Battaglia: «Il mega-centro commerciale che vogliono realizzare a Due Carrare è uno sfregio al paesaggio e al territorio»

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(Gianni Biasetto)
«Il giorno che poseranno la prima pietra del nuovo centro commerciale, metterò una catena per sbarrare l’ingresso del castello. Ho comprato questo monumento del Cinquecento perché non andasse in rovina e per farne un museo aperto al pubblico. A questo punto se si dovesse perpetrare uno sfregio del genere al paesaggio, a pochi metri di distanza, non ha più senso andare avanti». Sergio Cervellin, l’imprenditore originario di Villa del Conte che lo scorso anno acquistò all’asta per 2.750.000 euro il Catajo, è deluso e per certi versi furibondo della piega che stanno prendendo i progetti su un territorio che attraverso il recupero del castello «poteva avere un rilancio dal punto di vista turistico». «Il centro commerciale e il recupero del castello sono due realtà incompatibili. La peculiarità di questo luogo, oltre all’aspetto storico, è il paesaggio che una volta dissipato con centinaia di migliaia di metri cubi di cemento non può più tornare come prima. Nel costruire il parcheggio per i visitatori abbiamo ritenuto che il fondo fosse inerbato. Domando a cosa sia servita questa attenzione all’ambiente se poco lontano si da vita ad uno scempio di proporzioni mastodontiche».Chi realizza il centro commerciale ha garantito la massima attenzione alla mitigazione dell’impatto ambientale, soprattutto verso il castello. Non lo ritiene sufficiente?«Ho sentito della collinetta alta sei metri. Forse intendono realizzarla perché i clienti dell’ipermercato non vedano il Catajo. Visto dalla scrivania può sembrare qualcosa di valido. Invito il sindaco di Due Carrare a venire sulla terrazza del castello, che è molto più alta, per capire se i sei metri di barriera sono sufficienti a mitigare l’impatto».Cosa chiede alla politica per evitare che il progetto, che lei definisce distruttivo per la zona, decolli? «Sento parlare di ricorsi persi al Consiglio di Stato, di diritti acquisiti. Intanto la sensibilità sulla tutela del paesaggio negli ultimi tempi è parecchio cambiata e mi auguro che questo incida sull’iter del nuovo progetto. I cittadini che sono i fruitori del paesaggio e delle bellezze storiche non hanno forse un diritto acquisito quando queste vengono deturpate per far posto ad una mega colata di cemento?».

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8 luglio 2017

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