Musica e palloncini per l’addio a Riccardo (Il Gazzettino)

palloncini

(Eugenio Garzotto)
Il santuario di Monteortone non è riuscito a contenere le oltre cinquecento persone che ieri pomeriggio hanno dato l’estremo saluto a Riccardo Molinaro Caridà, dieci anni, spirato lunedì per un male incurabile. La bara bianca, con sopra la maglia numero 10 della Juventus, di cui Riccardo era grande tifoso, ha fatto il suo ingresso in chiesa alle 16.30, fra due ali di compagni di classe dell’istituto Teresianum di Padova, dove il bambino studiava, e della squadra di calcio della società sportiva Due Monti di Monteortone, che lo vedeva fra i piccoli giocatori più preparati.
Ad aprire il triste corteo, il parroco don Danilo Zanella. Dietro il feretro la madre Elisa, prostrata dal dolore e sorretta dai congiunti. «Papa Francesco ha detto che la perdita di un figlio è, per chi rimane, un buco nero che inghiotte ogni cosa – è stato detto nell’omelia – Il tempo si ferma, ma invece tutto deve andare avanti. A noi mancheranno l’allegria di Riccardo, la sua maturità, la sua ironia. Quando la malattia lo ha aggredito, non ha spento la sua voglia di vivere».
Commosso il ricordo dei compagni di classe e degli amici della Due Monti: «Hai, come sempre, bruciato le tappe e hai subito puntato al cielo». «Non potrò più giocare con te, cucciolo – lo ha salutato fra le lacrime il cuginetto Mattia – ma ti prometto che nella vita andrò sempre avanti correndo, mentre tu continuerai ad inseguirmi con la tua bicicletta verde». Molti di coloro che hanno preso la parola in chiesa non sono riuscite a trattenere il pianto, ricordando l’odissea del piccolo, attraverso i centri medici specializzati di tutta Europa, fino all’Hospice Pediatrico di Padova che lo ha seguito fino all’ultimo «con enorme dedizione umana e professionalità» come è stato ricordato. L’annuncio della scomparsa di Riccardo agli attoniti compagni di scuola era stato dato martedì pomeriggio dalla direttrice della scuola di Prato della Valle, dove il piccolo frequentava la classe quinta. L’uscita della bara è stata accolta da un lancio di palloncini bianchi, sulle note della canzone Che sia benedetta, di Fiorella Mannoia.

logo_gazzettino
11 maggio 2017

Share

Commenta col tuo profilo Facebook