Antiquario di Abano indagato per ricettazione (Il Mattino)

Nei guai Pietro Tasinato, sequestrata l’opera “Julius Caesar” di Basquiat

Jean Michel Basquiat

Il quadro (stima di 7 milioni di euro) era a Salò, al Museo della Follia di Sgarbi

(Federico Franchin)
Antiquario originario di Abano indagato per ricettazione. Il nucleo di Polizia Tributaria di Venezia è intervenuto con due mirati sequestri nel settore della tutela del mercato dell’arte. Sotto la lente di ingrandimento dei finanzieri, due opere attribuite all’artista americano di origine caraibica Jean Michel Basquiat, artista “maledetto” contemporaneo di Andy Warhol quotatissimo già da vivo e attualmente top player delle aste internazionali. Le due opere, intitolate rispettivamente “Angel” e “Julius Cesar” sono state sequestrate nei confronti di B.M. di Udine, ex commerciante d’arte e attualmente in difficoltà giudiziarie per ipotesi di bancarotta fraudolenta, e Pietro Tasinato di Abano, antiquario attivo tra Padova e Venezia. Nel secondo caso l’opera era, al momento del sequestro, esposta in un museo di Salò in una mostra avente a tema la follia curata da Sgarbi. Il valore di mercato dei due quadri, se autentici, era stimabile in circa sette milioni di euro l’uno. Sul caso sta indagando il pm Roberto D’Angelo. L’accusa per Pietro Tasinato, titolare del negozio di antiquariato “Antichi Splendori” nel Sestiere di Castello, a Venezia, è di ricettazione (reato di chi acquista, accetta od occulta, a scopo di profitto proprio o altrui, denari e cose d’illecita provenienza o anche di chi ne favorisce l’acquisto o l’occultamento). «Più che coinvolto sono parte lesa semmai», taglia corto Pietro Tasinato, originario di Abano «Non c’entro nulla con questa vicenda. Le cose non sono esattamente così come vengono descritte». Tasinato prosegue nella sua presa di posizione sulla vicenda. «So che l’Angel è stato dichiarato falso, mentre dello Julius Cesar, il quadro che mi riguarda, non so nulla. Non è stato dichiarato falso da nessuno. Ci andrei quindi piano nell’avanzare simili accuse nei miei confronti. Ci sono delle indagini in corso e la verità emergerà». Scosso, dopo aver appreso la vicenda, è anche il fratello di Pietro, Simone Tasinato, titolare del noto negozio di antiquariato Passione Antiqua di viale delle Terme ad Abano. I due, va sottolineato a scanso di equivoci, hanno due attività ben distinte e non sono in società. «Da anni non ho più rapporti professionali con mio fratello», afferma Simone Tasinato. «Non so cosa dire, sono molto dispiaciuto di aver appreso questa triste vicenda che lo riguarda. Non vedo Pietro ormai da tempo. Sinceramente non so dire nulla in merito a questa vicenda. Non ho niente a che fare con Antichi Splendori e con mio fratello, questo è giusto chiarirlo. Detto questo spero che mio fratello risolva questa spiacevole questione, della quale sono venuto a conoscenza solamente attraverso gli organi di stampa».

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15 aprile 2017

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