«Stavolta Luca Claudio si è pentito» (Il Gazzettino)

Giudice e pm sostengono che l'ex sindaco ha cambiato atteggiamento

Porto Levante - annegato/Valle Scanarello 16 06 09

Porto Levante – annegato/Valle Scanarello 16 06 09

(Luca Ingegneri)
Trentasette giorni dopo il primo breve soggiorno Luca Claudio è tornato in riva al mare. Da sabato scorso ha ripreso possesso del piccolo appartamento all’interno del condominio Le Bitte, il residence poco distante dal centro di Porto Levante, in Polesine. È qui che dovrà scontare gli arresti domiciliari dopo il secondo provvedimento di scarcerazione firmato dal giudice Tecla Cesaro, con il parere favorevole del pubblico ministero Federica Baccaglini. È stato un trasferimento in sordina quello avvenuto nell’arco del fine settimana, lontano dai clamori mediatici. La stessa Guardia di finanza non è stata coinvolta nelle operazioni di spostamento dell’ex primo cittadino di Abano. Sono stati infatti i familiari ad attenderlo all’uscita dal carcere Due Palazzi e ad accompagnarlo a Porto Levante. Decisivo ai fini della scarcerazione è stato il pentimento che Claudio ha esternato lo scorso 20 marzo al pubblico ministero Baccaglini e al tenente colonnello delle Fiamme gialle Luca Lettere. L’ex sindaco è apparso in una veste nuova. Ha ribadito di aver concesso l’intervista ad un cronista in un momento di debolezza e di essersi lasciato andare ad uno sfogo quando gli è stato chiesto come si sentisse dopo oltre otto mesi di carcere. Claudio ha avuto un atteggiamento diverso rispetto al recente passato, quasi avesse finalmente compreso la gravità dei comportamenti che l’avevano condotto in cella. Sarebbe stata proprio la comprensione del disvalore delle sue condotte a convincere il pm ad esprimere parere favorevole alla concessione dei domiciliari.
Paradossalmente l’ex primo cittadino rischia comunque di finire per una terza volta al Due Palazzi. Il suo destino è legato alle tempistiche della Cassazione, chiamata a fissare l’udienza di discussione del ricorso con cui i difensori di Claudio hanno impugnato il patteggiamento a quattro anni di carcere. Qualora fosse fissata prima del 23 giugno, cioè a meno di un anno dall’arresto, l’ex sindaco rischierebbe, in caso di rigetto dell’istanza, di tornare dietro le sbarre. Se invece il ricorso verrà esaminata dopo quella data, Claudio potrà direttamente chiedere l’affidamento in prova, in quanto avrà da scontare a quel punto una pena inferiore ai tre anni complessivi.

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12 aprile 2017

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