Tangenti, processi rinviati a maggio (Il Mattino)

La difesa di Claudio si oppone al “giudizio immediato”

processo

Schermaglie procedurali nel giudizio ad altri sei imputati

(Cristina Genesin)
Appuntamento in tribunale solo rinviato per Luca Claudio e per gli altri sei imputati nell’ambito di due processi su altrettanti filoni della corruzione alle Terme. Per l’ex sindaco nuova udienza fissata per il prossimo 22 maggio, quando il tribunale di Padova dovrà rispondere alle questioni preliminari sollevate dalla difesa (il penalista Ferdinando Bonon) e contestate dal pm Federica Baccaglini. Claudio, che ha scelto di non partecipare all’udienza e sarebbe molto provato dalla carcerazione, è stato citato direttamente a processo per induzione indebita a dare o a promettere utilità (concussione per induzione) e per turbativa d’asta in relazione alla bonifica della discarica di Giarre: il pm ha deciso il giudizio immediato, saltando il “filtro” del gip. Gip che, di regola, deve pronunciarsi sulla richiesta di spedire a processo un imputato, valutando se ricorrono o meno i presupposti. Ci sono dei criteri giuridici che regolano questa procedura ammessa, per esempio, quando la cosiddetta ”prova” del reato è evidente. E quando la misura cautelare è stata applicata entro 180 giorni dalla richiesta del giudizio immediato (ovviamente l’imputato dev’essere detenuto per il reato di cui è chiamato a rispondere, non per altri procedimenti). L’avvocato Bonon ha contestato, in particolare, che l’ordinanza cautelare notificata a Claudio (per la presunta maxi-tangente reclamata per affidare i lavori per la discarica) è stata annullata dal tribunale del Riesame. Attualmente, infatti, l’ex sindaco è detenuto in seguito al patteggiamento a 4 anni per il filone dell’inchiesta decollato con il suo primo arresto del 23 giugno scorso. La conseguenza? Il giudizio immediato non sarebbe possibile. Una linea non accettata dal pm, che ha rilevato come i presupposti per andare velocemente al processo (e non perdere troppo tempo) ci siano tutti. E ha reso noto di aver impugnato in Cassazione la pronuncia del Riesame. Insomma, un duello in punta di diritto. Sempre a processo – e anche in questo caso si è alle schermaglie preliminari e non ancora al dibattimento vero e proprio – altri sei imputati incappati nel primo filone dell’inchiesta sulle tangenti alle Terme. Si tratta degli imprenditori bergamaschi Marcello e Giuseppe Biava, degli imprenditori di Rovigo Saverio e Luciano Guerrato, dell’ex dirigente dell’Urbanistica Patrizio Greggio e dell’ex consigliere comunale Ermanno Pegoraro, accusati a vario titolo di turbativa d’asta, concussione e concussione per induzione. L’udienza è slittata al 15 maggio.

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4 aprile 2017

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