Abano, un punticino per riprendere la marcia (Il Mattino)

Dopo due sconfitte consecutive, i neroverdi non riescono a superare l’Arzignano

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In pareggio anche il conto dei pali. Centrato l’obiettivo di conservare il 5° posto

(Francesco Vigato)
Un pareggio serve sempre, per non cadere in paranoia, per aggiustare la classifica o per riprendere la rincorsa. Abano e Union ArzignanoChiampo, si sa, non sono squadre calcolatrici: entrambe si contendono quei playoff che valgono il coronamento di una stagione già ottima per gli aponensi, in salita per i vicentini. Tuttavia, al termine di un match combattuto, a tratti nervoso, nessuna delle due si batte i pugni sul petto e nemmeno si arrovella nei rimpianti per uno zero a zero che non ha strascichi e, sponda Abano, porta un po’ più di tranquillità dopo le ultime due sconfitte. Eppure il match resta “ingessato” per i primi 10 minuti: l’Abano fa il suo gioco, mentre l’ArzignanoChiampo attende le mosse di capitan Busetto e compagni, piazzando il solo Odogwu fra Boscolo Berto e Cuccato. Il primo sussulto arriva al 13’ quando Serena, dal limite dell’area, non fa troppa paura al portiere ospite Salsano nonostante l’ottima trama sull’asse Fracaro-Angelilli. L’unico pericolo, sponda giallo-celeste, lo crea Maldonado con un’azione insistita smorzata da un tackle, sul quale il mediano reclama pure il calcio di rigore. Gli uomini di Luca Tiozzo sfiorano il gol al 21’: calcio d’angolo di Pagan, nel mucchio svetta Boscolo Berto che manda la zuccata a lato di un niente. Quattro minuti più tardi tocca agli avversari, pericolosi col gran destro di Maldonado, deviato in angolo da una manata di riflesso di Cottignoli. Gli ospiti si fanno ancora avanti al 28’, quando Romio crossa al centro per Roveretto che, di testa, colpisce il palo. L’Abano la combina grossa qualche minuto più tardi, fallendo per ben due volte il bersaglio con Personé (dopo un tentativo di tap-in di Fracaro, servito da Angelilli): prima colpisce il legno e sulla respinta sbaglia la mira tradendo la sua fama di cecchino. All’inizio della ripresa, giocata su buoni ritmi ma senza break clamorosi, l’Abano ha un’occasione tanto ghiotta quanto casuale quando Tescaro, nel tentativo di piazzare un rasoterra per i compagni, trova soltanto accenni di spaccata e per poco non inganna pure il portiere. Le emozioni latitano almeno fino al 34’, quando la punizione di Serena costringe Salsano al tuffo felino. Il match non offre chissà quali altri emozioni, trascinandosi fino al 94’ con qualche tentativo dell’Abano interrotto da timide ripartenze alla ricerca del solito Odogwu. Il triplice fischio, insomma, lascia le cose come stanno: Abano quinto, vicentini staccati di due punti.


Tiozzo: «Gara condizionata dalla posta in palio»

(fra. vig.)
«Forse la partita è stata condizionata dalla posta in palio», attacca a fine gara il mister dell’Abano Luca Tiozzo. «Al di là delle questioni di classifica, i miei ragazzi ci tengono talmente tanto a far bene con questa maglia che, a volte, la passione gli si rivolta contro. E così è capitato nelle ultime partite, in cui abbiamo incassato qualche gol di troppo, oltre alle due sconfitte, ma non per mancanza di impegno. Il primo tempo è stato fra i più vibranti visti qui a Monteortone. Ci sono state varie opportunità per far gol, tant’è che ai punti avremmo meritato di più noi, ma penso che il pareggio sia il risultato più giusto». Sulla stessa lunghezza d’onda l’allenatore ospite Paolo Beggio: «Il pareggio ci sta tutto. È stata una partita molto intensa, interpretata bene. Sono soddisfatto perché i ragazzi sono riusciti a togliere possibilità di gioco all’Abano».

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3 aprile 2017

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