«Ha voluto andarsene e ha raggiunto il figlio che ha tanto pianto» (Il Mattino)

La cugina della 55enne: «Da quel lutto non s’era più ripresa»

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I familiari oggi attendono il nulla osta per fissare il funerale

(Federico Franchin)
Nicoletta Barzon sabato mattina ha deciso di farla finita gettandosi sotto un treno alla stazione di Abano nel più assoluto silenzio. La commerciante 55enne titolare del negozio “Intimi Segreti” di via Vespucci, se n’è andata senza una parola. «Non ho visto alcun messaggio», racconta Cristina Carraro, cugina e proprietaria dell’appartamento dove la negoziante abitava in via Tito Livio.
«Non abbiamo trovato nulla. Troppe cose negative si sono sommate nella sua vita. Fino all’ultima, dal cui Nicoletta non si è mai ripresa: la perdita del figlio Andrea (morto a 29 anni nell’agosto 2015, ndr). La depressione è una malattia che ti tocca da dentro e non è semplice uscirne, quando di mezzo ci sono gli affetti».
Cristina Carraro esclude che la cugina fosse preoccupata anche per la sua attività. «Ultimamente sembrava andasse bene».
Nicoletta, è convinta la cugina, «non ha semplicemente trovato il modo di reagire alla scomparsa del figlio». Era stata ricoverata 3 settimane fa, l’avevano dimessa mercoledì. Nicoletta Barzon si è sempre distinta per gentilezza e cordialità. «Era benvoluta da tutti», conclude la cugina.
La salma è ancora sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, che attende dalla Polfer la relazione sulla tragedia di sabato mattina lungo il binario 2 della stazione a Giarre. È molto probabile che il magistrato oggi decida di non disporre l’autopsia sul corpo della donna, dato che non vi è alcun dubbio sulle cause e la dinamica del decesso, concedendo ai familiari il nulla osta per fissare la data del funerale.
Da sabato, in via Vespucci, davanti alle vetrine del negozio di intimo “Intimi Segreti” di Nicoletta Barzon, si soffermano passanti e clienti: la bottega dell’esercente aponense è chiusa, all’entrata il cartello esposto dai fratelli della commerciante con la scritta “Lutto di famiglia”. Vicino alla vetrina alcuni fiori e delle rose con un biglietto: “A Nico, romantica, delicata e intensa”. Appena fuori dalla porta d’ingresso dei lumini e un mazzo di fiori.
C’è ancora sgomento in città, una città che ha appreso la notizia del suicidio di Nicoletta Barzon chiudendosi in una sorta di silenzio rispettoso verso una delle commercianti più stimate della zona, sin da quando il suo negozio si affacciava su via Martiri d’Ungheria. «Siamo ancora tutti scossi e increduli», fa sapere Michele Ghiraldo, presidente mandamentale di Ascom Abano. «È una perdita pesante, che porta in tutti noi grande dolore».
«Avevo sentito Nicoletta domenica scorsa», racconta invece Luca Marcolin, secondo cugino di Nicoletta Barzon, fuori città per lavoro, contattato telefonicamente. «Mi aveva detto che era in ospedale e che mi avrebbe richiamato appena fosse tornata a casa. Purtroppo non mi ha mai richiamato e sabato ha deciso di farla finita. Dalla morte del figlio Andrea, Nicoletta non si è più ripresa», conferma Marcolin. «Quando parlava di lui, e cercava di parlarne poco, guardava verso il cielo e diceva: speriamo sia andato in paradiso».

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27 marzo 2017

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