Le reazioni: «È portato all’illegalità, pena per lui e la famiglia» (Il Gazzettino)

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(Alessandro Mantovani)
Nessuna sorpresa per il rientro in carcere, ieri, dell’ex sindaco Luca Claudio. Quell’intervista rilasciata, in cui ancora una volta, come un disco incantato, si era detto innocente nonostante le ammissioni fatte per ottenere il patteggiamento, era già apparsa alla politica aponense come qualcosa che andava fuori dal seminato, qualcosa che violava gli obblighi di custodia cautelare. Dello stesso parere, evidentemente, il gip Tecla Cesaro, che ieri ha disposto che per l’ex imperatore delle terme si riaprissero le porte del circondariale del Due Palazzi.
«Una volta di più si dimostra che è un soggetto portato all’illegalità – commenta Vanessa Camani, parlamentare aponense del Pd – A nessuno, dotato di un minimo di buon senso, sarebbe venuto in mente di rilasciare un’intervista dalla detenzione domiciliare. Quella era stata una intervista dai contenuti irricevibili che ha lasciato tutti sbalorditi ed evidentemente ha sbalordito anche il gip». Dal fronte politico opposto commenta Sabrina Talarico, candidato sindaco di Grande Abano: «Se l’è proprio cercata. Di Luca Claudio – dichiara – non vorremmo più sentire parlare. Vorremmo calasse il silenzio su una triste vicenda che ha pesantemente segnato le terme. Su una persona che ha governato per quindici anni due città e che ha ammesso episodi di corruzione patteggiando quattro anni di reclusione, il giudizio politico è negativo e prescinde da quello giudiziario. Ci auguriamo che sia un capitolo chiuso. Siamo certi che Abano meriti uno splendido futuro e un’amministrazione fatta di persone perbene e competenti, che migliorino l’economia e l’immagine della città».
«Provo pena per Luca Claudio e la sua famiglia, ma le cose che ha fatto e quell’intervista sono state da rabbrividire. Parlare di lui significa però non affrontare i problemi di Abano e di come l’ha male amministrata», osserva Paolo Gruppo, candidato sindaco Abano Risorge e Fratelli d’Italia.
Quello a cui nessuno riesce a dare una spiegazione è il perché l’ex sindaco, prima di Montegrotto per dieci anni, poi di Abano per cinque, abbia scelto di assumersi il rischio di un’intervista il giorno dopo che gli erano stati concessi gli arresti domiciliari. «Da cittadino, prima ancora che da candidato sindaco, dico che questa storia, il dentro e fuori, il tira e molla, ha disgustato. È una pagina che si deve chiudere. Leggere ancora gli stessi slogan della campagna elettorale, quel sono innocente, credo che abbia stufato anche quelli che lo votarono», osserva Federico Barbierato, candidato sindaco Pd e Cittadini per il Cambiamento. «Non avrebbe mai dovuto uscire dal carcere – afferma con durezza Massimo Zambolin, del Movimento 5 Stelle – non ha mai dato un segno di pentimento e neppure di scuse ai cittadini. Questa vicenda dimostra come non sia disposto a rispettare le leggi». Candidato sindaco nato dall’esperienza del Comitato Abano dice No, Emanuele Boccardo osserva: «Non è più una vicenda politica, è una vicenda umana. Claudio rappresenta il passato e trovo sgradevoli quelli che continuano ad attaccarlo come argomento di propaganda forse perché non hanno idee sul futuro».

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7 marzo 2017

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