Assalto alla stazione con la vernice (Il Gazzettino)

Vandali a Giarre

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(Eugenio Garzotto)
Sono tornati, ma questa volta hanno voluto fare le cose davvero in grande. Non si sono limitati a tracciare con la vernice spray qualche scritta ma hanno letteralmente tappezzato di graffiti l’intera stazione ferroviaria di Abano Terme, a due passi dalla strada provinciale Romana Aponense. Nuova incursione dei writer che oramai da mesi hanno scambiato l’intera città termale per una lavagna su cui sfogarsi. Obiettivo, come detto, lo scalo dei treni di via Stazione, già in passato finito nel mirino dei vandali ma, alcune notti fa, sottoposto a un trattamento decisamente intensivo. I muri esterni dello stabile, dal lato che si affaccia sui binari, sono stati del tutto coperti da scritte, disegni e messaggi. I professionisti dell’imbrattamento hanno avuto la mano pesante anche nei sottopassi pedonali che collegano le banchine: praticamente, non è rimasta intatta una sola porzione di parete, fra graffiti osceni e parolacce. Lo spettacolo, per chi sale e scende dai convogli, è decisamente sconcertante, se si considera che quello di Abano è lo scalo di una località turistica. I controlli sono di fatto inesistenti. La stazione è infatti completamente automatizzata, a differenza di quella di Montegrotto Terme. A disposizione per il biglietto solo il distributore automatico. L’incursione dei vandali ha fatto immediatamente il giro dei social termali provocando solenni arrabbiature per il degrado in cui l’area si trova da troppo tempo. L’andazzo, infatti, dura da anni. Da quando furono poste delle grate metalliche a protezione delle finestre, che venivano frantumate di continuo a sassate. Da allora, la situazione non è cambiata. Oltre ad essere obiettivo dei vandali, lo scalo è diventato anche il rifugio di sbandati e senzatetto. Nelle stagioni più miti, spesso sulle panchine passa la notte chi non ha altro posto dove andare. Quest’ultimo episodio, inoltre, dimostra che gli imbrattatori non hanno intenzione di mollare la presa. Da mesi spadroneggiano in tutti i quartieri della città termale, dai più centrali (ne sa qualcosa chi frequenta il Parco del Montirone, completamente rimesso a nuovo un paio di anni fa e insozzato di continuo) alle frazioni. Tutto può diventare un bersaglio: muri esterni degli hotel e dei negozi, cartelloni pubblicitari, segnali stradali, cabine dell’energia elettrica e persino gli specchietti di segnalazione posti agli incroci più pericolosi. Per non parlare dei continui raid ai danni dei parchi cittadini.

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2 marzo 2017

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