Pellegrini e fedeli a messa nel santuario-cantiere (Il Mattino)

Partiti in questi giorni i lavori urgenti di consolidamento dell’antica basilica cofinanziati dalla Cei

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Il parroco di Monteortone: «Servono altri 4 milioni»

(Federico Franchin)
Prima domenica ieri con il cantiere aperto per il Santuario della Madonna della Salute di Monteortone. La chiesa sta infatti cadendo a pezzi e in questi giorni sono iniziati i primi lavori per il restauro dell’antichissimo santuario aponense.
La chiesa è diventata un cantiere, con tanto di impalcature, zone chiuse e reti installate per evitare che dal soffitto possa cadere dell’intonaco.
Grazie al cofinanziamento stanziato dalla Cei, la Conferenza Episcopale Italiana, di 130 mila euro sono potuti iniziare i lavori di consolidamento di murature e volte della navata laterale destra nella zona confessioni. Termineranno entro un paio di mesi.
Inoltre, l’intero santuario, nelle parti non ancora consolidate, è stato dotato di una rete di sicurezza per prevenire incidenti provocati dall’eventuale caduta di intonaci dall’alto. In definitiva si tratta soprattutto della navata centrale della chiesa. Ieri i fedeli, che si sono recati al Santuario della Madonna della Salute per assistere alle sante messe hanno dovuto sedersi raggruppati nelle zone a loro riservate.
L’invito del parroco don Danilo Zanella è infatti stato di non sostare a ridosso delle impalcature e delle aree dove il cantiere è aperto. Se la navata di destra verrà sistemata, non sarà così per le altre zone della chiesa.
«Siamo in attesa di altri e più sostanziosi finanziamenti da parte della Regione e della Fondazione Cassa di Risparmio adeguati al progetto di restauro già esistente e approvato dalla Soprintendenza», ha spiegato il parroco di Monteortone, don Danilo, «Il rimanente onere per proseguire i lavori speriamo non abbia a ricadere solo sulla parrocchia. La generosità e il contributo responsabile dei parrocchiani sarà determinante. Un’assemblea generale con i rappresentanti di tutte le famiglie di Monteortone sarà convocata in tempo opportuno».
Sono molti i lavori, stimanti in 4 milioni di euro, di cui necessita la chiesa. «Si deve partire dal tetto, che deve essere riequilibrato», aggiunge il sacerdote, «In passato è stato effettuato un restauro non proprio a regola d’arte ed è stato spostato il baricentro verso l’alto. Questo influisce sulla stabilità». Il tetto rappresenta però solo l’inizio di una serie di opere necessarie. «Dovranno essere sistemati gli impianti di riscaldamento e delle luci», conclude don Danilo, «Ma l’intervento più delicato sarà indubbiamente il restauro degli affreschi antichi».

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23 gennaio 2017

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