Ladri in azione alle Terme. Monterosso: quattro furti in poco più di un mese e mezzo, l’ultimo venerdì sera

ladri

Monterosso, ancora i ladri. Ora il quartiere ha paura
Sospetti su un paio di ragazzi che farebbero da pali alla banda organizzata (Il Mattino)

(Federico Franchin)
Quattro casa svaligiate dal 29 novembre a venerdì sera nella frazione di Monterosso. Anche il piccolo rione aponense ha paura. A temere per i furti è soprattutto il quartiere che collega via Pietro Bembo a via Ruzzante, dove sono sorte diciotto case. L’ultima vittima, venerdì sera, è Giorgio Ferro, residente in via Ruzzante. Attorno alle 16.30 l’uomo è uscito con la moglie a fare compere e a trovare un’ammalata. Al loro rientro i coniugi hanno trovato la casa sottosopra. I malviventi sono entrati dalla porta finestra, vicino al portone d’ingresso. Hanno forzato la controporta, rompendo il vetro della porta interna per poi fare irruzione nell’abitazione. I ladri, che non hanno lasciato impronte, hanno setacciato salotto, cucina, camere, garage e ripostiglio. Poi si sono impossessati di 1.800 euro dell’incasso dell’ultima settimana della cassa peota, che Ferro custodiva come impone il suo compito, e di gioielli per un valore di circa 6 mila euro. I ladri si sarebbero mossi a bordo di un pullmino a nove posti e avrebbero eluso la telecamera posizionata sul retro della casa. Ferro ieri ha lasciato un messaggio su Facebook con scritto: “Ho già dato, non c’è più niente da prendere”. Le razzie a Monterosso erano cominciate il 29 novembre dalla casa di via Bembo di Silvia Foralosso. Mentre la giovane medico era ad un congresso, tra le 17 e le 19.40, i malviventi sono entrati dalla finestra del bagno e con un flessibile hanno aperto la cassaforte, prendendo i gioielli al suo interno. Stessa sorte è capitata in quel periodo ad un’abitazione di via Ruzzante. Il giorno dell’Epifania il penultimo episodio, a casa del dottor Bastianello che era a casa dei suoceri e al rientro si è imbattuto, attorno alle 19, nei ladri che, avendolo sentito rientrare, si davano alla fuga. Sono comunque riusciti a rubare un collier e un passaporto. A fare da “palo” ai malviventi, sospettano i residenti, sembra che ci sia una coppia di giovani a bordo di una Fiat Punto di colore grigio. Simili movimenti sono stati avvisti anche nei pressi della trattoria Al Gallo.

Fonte: Il Mattino (18 gennaio 2015)


Assalto nella villa del sindaco Claudio, due piste investigative (Il Gazzettino)

(E.G.)
Indagini a tutto campo dei carabinieri della Compagnia di Abano Terme per individuare i ladri che hanno svaligiato la casa del sindaco Luca Claudio, in via Campagna Bassa a Montegrotto, dove l’amministratore risiede con la moglie Stefania e i tre figli. Ufficialmente non vengono comunicate novità anche se, per ragioni investigative, viene mantenuto il massimo riserbo. Sono due, al momento, i possibili scenari: un furto che rientra nella serie di effrazioni ai danni di abitazioni private registratesi negli ultimi mesi nel comprensorio termale; ma anche un atto «mirato» a Claudio in quanto pubblico amministratore. Da subito il primo cittadino ha formulato sospetti in tal senso. «Sono troppe le cose strane in questo furto – era stato il suo commento a caldo -; nessuno di noi era in casa, io a una riunione politica, mia moglie e i nostri tre figli a cena dai suoi genitori. Un’assenza di sole due ore, dalle 20,30 alle 22,30. Mi pare chiaro che ci abbiamo tenuti sotto controllo». Seconda stranezza: oltre a un migliaio di euro in contanti, agli orologi e ai gioielli di famiglia, sono stati trafugati anche i capi di vestiario riposti nell’armadio di Claudio. Non quelli della moglie, però. Forse un avvertimento o un messaggio rivolti solo a lui? Insomma, un furto come tanti oppure una sfida all’amministratore che, per le sue prese di posizione, è stato spesso definito «Lo sceriffo delle Terme»? Nel frattempo, ieri Claudio si è chiuso nel silenzio, evitando ogni ulteriore commento.

Fonte: Il Gazzettino (18 gennaio 2015)

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