I “bigoli al torcio” di Monterosso (Il Mattino)

Fuochi d’artificio alla sagra per festeggiare la De.Co.

bigoli

(re.mal.)
Stasera alle 23 per la prima volta alla sagra di San Bartolomeo di Monterosso saranno sparati i fuochi d’artificio (domani in caso di maltempo). «Lo faremo per festeggiare la De.Co. attribuita ai nostri bigoli fatti al torchio» ammette Giuliano Dori, uno dei responsabili dell’affiatato comitato organizzatore della parrocchia. La De.Co. è la novità di quest’anno, fresca di delibera comunale. La denominazione di origine comunale è la forma di tutela istituita dal compianto Luigi “Gino” Veronelli, enograstronomo che ha speso la sua vita per valorizzare le microproduzioni locali. Che i “bigoli” di Monterosso fossero da tutelare come prodotto tipico lo sanno migliaia di persone, quelle che ogni anno affollano lo stand della sagra (1500 solo domenica scorsa) e sopportano anche più di un’ora di coda pur di assaporarli. La pasta (ne vanno via 2 quintali per sera) è saporita, corposa, ruvida, gialla come l’albume delle uova dell’impasto (9 per chilo!). Pasta che un piccolo esercito di volontari produce in diretta, davanti ai clienti seduti ai tavoli, facendo girare le leve dei torchi sistemati in batteria nel grande stand. Dalle trafile in bronzo i “bigoli” escono pochi minuti prima di finire nei pentoloni. Il parroco don Danilo Zanella è orgoglioso di questo prodotto, il cui successo contribuisce alla gestione delle opere parrocchiali. Il maestro “bigolaro” è Claudio Gaffo, depositario dei segreti della ricetta creata da alcune nonne che si tramanda da venticinque anni. «Il merito del successo» dice «va attribuito equamente a quanti lavorano ogni sera allo stand». La sagra dura fino a domani. Negli ultimi anni c’è stata una bella collaborazione con l’altra grande sagra della zona, quella del Sorriso di Monteortone. E di questo don Danilo, parroco anche di là, va fiero.

Fonte: Il Mattino (30 agosto 2014)

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