Le origini : toponimo e religione

...proprio per questo motivo la zona termale fu un’area di preminente funzione religiosa...

montirone1Nel corso della storia numerosi popoli hanno vissuto, costruito, commerciato e combattuto su queste terre. I primi abitanti furono gli Euganei che vivevano in piccole comunità sparse tra i colli, abitavano su palafitte costruite sulle rive di laghi caldi che all’epoca abbondavano nella pianura ad oriente dei Colli Euganei.
Questa gente era solita commerciare con i mercanti greci che giungevano fin a qui, dopo aver navigato con le loro navi lungo l’Adriatico ed i fiumi padani. Intorno al I millennio a.C. giunse dall’Illiria il popolo dei Veneti che, spodestati gli Euganei, ne occuparono le terre avviando una florida vita culturale. Capaci agricoltori, rinominati allevatori, abili artigiani e commercianti, i Veneti fecero vivere all’intera area termale un periodo di ricchezza e di prosperità. Si fecero soprattutto conoscere in qualità di grandi allevatori di cavalli e proprio lo  stesso cavallo divenne simbolo di questo popolo, che ne riprodusse miniature in bronzo da offrire alle calde acque dei laghi in segno di riconoscenza verso gli dei.

Nonostante l’ambiente geografico non dovesse essere molto ospitale, ricco di paludi, boschi e corsi d’acqua, fin dal VII sec a.C., sorse un centro abitato chiamato “Aponus”.

Il toponimo Abano contiene un evidente riferimento all’acqua , deriva sia dal greco “à ponos” che significa appunto “toglie il dolore” ; tale etimologia, che richiama chiaramente una intensa valenza religiosa e mistica, ricorre fino agli studiosi del secolo scorso come l’unica valida per spiegare l’effetto benefico delle fonti termali euganee. Recentemente però, moderne indagini linguistiche, hanno invece posto in evidenza nel nome Aponus, la radice ap-acqua che sposta l’ottica del contenuto concettuale da un momento di effetto – il dolore tolto – ad un momento di causa – l’elemento che toglie dolore -.

Ulteriore riferimento riguarda l’associazione al dio Aponus, nume tutelare delle fonti termali in età paleoveneta e romana  e divinità che gli antichi pagani credevano presiedesse alle acque termali della zona.

Colli-Euganei-766x297Il primo documento che ne fa menzione e lo associa al toponimo Abano nella forma “Abeno”è una cronaca del 971 relativa alla donazione del monastero benedettino di San Martino all’abbazia di Santa Maria di Farfa.
Una seconda attestazione del nome di Abano e della sua pieve la troviamo nella carta del 14 marzo 1077, con cui quella pieve, come parecchie altre della diocesi di Padova, fu presa con i suoi chierici e i suoi beni sotto la protezione regia dei messi imperiali, i vescovi Benno e Odone.

Ma chi è questo misterioso Dio Aponus ?

Aponus è un antico dio veneto delle acque termali, identificato con Apollo e forse, come questo, dispensatore di salute. Il suo santuario principale doveva essere nella località che da lui prese nome, fons Aponi o aquae Aponiae, località termale corrispondente alla zona dell’attuale Abano Terme, in provincia di Padova, ma con centro forse nella vicina località di Montegrotto[1]. Sul colle Monteortone di Abano i ritrovamenti archeologici mostrano un tempio dedicato al dio risalente ad almeno il I secolo d. C.[2]
Il nome deriva dalla radice indoeuropea*ap che significa “acqua”[1].
Secondo alcuni miti, in questa località Ercole aveva dedicato un tempio a Gerione, mentre Fetonte era qui precipitato con il carro del Sole. (http://it.wikipedia.org/wiki/Aponus)

Fetonte e il carro  del Sole ? Ma che storia è questa ?

caduta_di_fetonte_dechiricoFetonte è una figura della mitologia greca. Secondo la maggior parte degli autori egli era figlio di Apollo, dio del Sole, e della ninfa Climene. Solo Esiodo ne fa un figlio di Cefalo ed Eos.

Secondo il mito, Fetonte, per far vedere ad Epafo che Apollo era veramente suo padre, lo pregò di lasciargli guidare il carro del Sole; ma, a causa della sua inesperienza, ne perse il controllo, i cavalli si imbizzarrirono e corsero all’impazzata per la volta celeste: prima salirono troppo in alto, bruciando un tratto del cielo che divenne la Via Lattea(questo è uno dei miti che spiegano l’origine della Via Lattea; ve ne sono diversi altri), quindi scesero troppo vicino alla terra, devastando la Libia che divenne un deserto. Gli abitanti della terra chiesero aiuto a Zeus che intervenne per salvare la terra e, adirato, scagliò un fulmine contro Fetonte, che cadde alle foci del fiume Eridano, Forse nell’odierna Crespino sul Po o nelle terre delle Alfonsine. Le sue sorelle, le Eliadi, spaventate, piansero abbondanti lacrime con viso afflitto e vennero trasformate dagli dèi in pioppi biancheggianti. Le loro lacrime divennero ambra. Un’altra versione racconta, invece, che Fetonte precipitò nella zona termale dei Colli Euganei, fra Abano Terme eMontegrotto, collegandosi con il culto locale del dio veneto Aponus, identificato con Apollo.(http://it.wikipedia.org/wiki/Fetonte)

E l’oracolo dedicato da Ercole a Gerione ? 

ercole4I romani, infatti, non avendo una vera e propria mitologia religiosa, ritennero la religione sempre come qualcosa di utile socialmente e politicamente e per questo non contrastarono le credenze dei Veneti e anzi le fecero proprie e fra le tante divinità scelsero come più rappresentativo, il culto dell’Oracolo Gerione.

Gerione è rappresentato come un mostro provvisto di tre teste, sei gambe e sei braccia che Ercole incontrò nel suo cammino[1] e, dopo averlo sconfitto, lo mandò negli inferi.
Nel viaggio di ritorno dalla Penisola Iberica dove aveva affrontato le mitiche “dodici fatiche”, Ercole venne a riposarsi e recuperare energie sui Colli Euganei dove fondò l’Oracolo di Gerione.
Il mostro che egli aveva sconfitto poteva parlare e consigliare relativamente al futuro e il luogo dal quale esso profetava è una cavità nella roccia provvista di acqua fumante che sgorgava da una sorgente di modeste dimensioni.
Svetonio, storico romano[2], racconta che al tempo della sua visita alle Terme, l’oracolo era ancora visitabile e a questo proposito cita anche la presenza di due dadi dorati sul fondo della pozza d’acqua. La leggenda narra che Tiberio[3] di ritorno da una battaglia per sedare una rivoluzione in Pannonia, avrebbe avuto ottime possibilità di diventare imperatore, ma condizione irrinunciabile era ridurre definitivamente all’obbedienza i Pannoni. Egli sostò con le truppe a Montegrotto per risollevare il fisico e il morale dei compagni ma soprattutto per interrogare l’Oracolo relativamente ai suoi successi. Tuttavia Gerione tardava a rivelarsi, fu così che i sacerdoti gli consigliarono di gettare un’offerta o qualche oggetto che permettesse all’Oracolo di profetare. E Tiberio gettò nella vasca due dadi d’oro, entrambi si voltarono dalla parte del massimo punteggio e da questo egli trasse buon auspico. Riportò, infatti, la vittoria agognata e tutti i meriti conseguenti.
Analizzando la leggenda legata a questo Oracolo possiamo riscontrare una forma di religiosità legata all’acqua, ma anche un nuovo elemento: una qual sorta di consiglio che agisce in modo subliminale, ed interessa le proprietà rigenerative del trattamento termale: se Ercole venne a ritemprarsi in questi luoghi dopo aver affrontato immani fatiche vuol dire che le Fons Aponi erano conosciute e soprattutto riconosciute a livello di eccellenza fin dai tempi antichi.
Le interpretazioni antiche del fenomeno termale sono fantasiose e ricorrono alle divinità per l’impossibilità di dare una spiegazione razionale al fenomeno, questo era normale nella logica del tempo e dobbiamo arrivare ad un presente molto recente per trovare spiegazioni scientifiche più valide.

Ercole passò quindi per le nostre zone ?

La presenza di Eracle nel comprensorio termale euganeo è documentata da alcune fonti latine: secondo la testimonianza di Claudiano, che fu in zona fra il 397 e il 399 d.C., si apprende che Eracle avrebbe lasciato traccia del suo passaggio in questi luoghi durante il suo ritorno dalle terre dell’estremo occidente con le mandrie sottratte a Gerione (FIG. 3): memoria “materiale” di tale transito sarebbe una «strada di Eracle», caratterizzata da profondi solchi, ancora visibile presso Abano-Montegrotto ai tempi del poeta tardo-antico.
Infine, secondo Ferecide (V secolo a.C.), l’eroe aveva consultato le ninfe dell’Eridano-Po (le Eliadi?) durante la sua peregrinazione in cerca dei pomi delle Esperidi.

Ma ritorniamo alle origini..

$(KGrHqJHJBoE8fEV)eWCBPMVJ!Q74w~~60_35Lo scaturire spontaneo, dalle viscere della terra, di acque calde e di esalazioni sulfuree doveva infondere un’immediata paura negli antichi, quindi un grande rispetto ed un profondo senso di venerazione. Questo evento naturale, ben più evidente e prepotente in epoca antica rispetto a quanto non sia oggi, faceva dei Colli Euganei un paesaggio unico, quasi magico e, per le popolazioni antiche, e si riteneva che solo un dio potesse essere l’artefice di tale paesaggio.

Le religioni dell’antichità spesso amavano mettere in risalto una profonda simbiosi con la natura, non c’è quindi da stupirsi se, considerate le eccezionali e inspiegabili proprietà terapeutiche di queste acque, gli antichi venerarono il Dio “Aponus”, un antico dio veneto delle acque termali, identificato con Apollo e, come questo, dispensatore di salute.

Proprio per questo motivo la zona termale fu un’area di preminente funzione religiosa, e non stupisce che proprio il  nome di un dio sia stato assunto quasi a toponimo, è infatti ben nota e attestata in tutto il mondo antico l’importanza dei culti connessi alla presenza dell’acqua, fonte o fiume, intesa come elemento primario, origine di vita e fattore di sostentamento, base di ogni più elementare forma di aggregazione umana e di sviluppo socio-economico.

Il principale santuario di Apollo doveva essere sul colle “Montirone” di Abano, i cui ritrovamenti archeologici mostrano un tempio dedicato al dio risalente ad almeno il I secolo DC e anche molti secoli più tardi, nel periodo romano, si ha un importante culto di queste antiche divinità venete.

Aponus fonte sacralizzata ?

torre di bertaGli studi più recenti che hanno analizzato queste due divinità in base alle fonti letterarie, concordano nel riconoscere in “Aponus” il nome di una fonte sacralizzata per le sue proprietà terapeutiche, esistente già in epoca veneta e attestata anche in età romana. Inoltre, se si tiene presente che la radice “Ap*” va ricondotta all’ambito semantico dell’acqua, non stupisce che con la romanizzazione presso le “aquae patavinae” ad “Aponus” si affianchi (o si sostituisca) Apollo: la presenza del dio della medicina, capace di dare gli oracoli e di curare i malati anche attraverso le proprietà dell’acqua, è documentata in molti altri siti termali italici, e qui è provata da un piccolo altare con dedica votiva proveniente da Montirone e da un bassorilievo (ora disperso) scoperto sul Colle di San Pietro Montagnon.
Certamente, però, era “Aponus” la divinità maggiormente nota tutelare delle acque calde e terapeutiche, dal momento che ad esso sono dedicate varie iscrizioni rinvenute fra Montegrotto, Abano e Saccolongo: si ritiene infatti che la sigla A. A. presente su tali epigrafi rimandi a una dedica alle acque di “Aponus” (nella formula di “Aquae Aponis” o “Aquae Aponiae”).

 

Materiale tratto da :
Sito del Comune di Abano
Case e Turismo
– Wikipedia
Acquae Patavinae 

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